Continuo a segnalare articoli sulla questione Grillo e antipolitica. Oggi Sartori ha pubblicato un articolo sul il Corriere.it, a mio giudizio meno pretenzioso e più diretto di quello di Scalfari apparso sulla Repubblica qualche giorno fa. La polemica non si placa, e mi sembra normale. Dove porterà?
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September 19, 2007 at 10:19 pm
Non avendo io la tua mail (rimediamo?) ti comunico da qui che anche io ho traslocato su Blogger!!
http://gattroparigino.blogspot.com/See You in Paris
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September 20, 2007 at 11:01 am
Devo premettere che non ho mai avuto in simpatia Sartori. Tuttaltro. Nè mi sorprende questa sua posizione. Se esiste un’onda cinica da cavalcare Sartori sgomiterà per essere in prima fila. D’altronde è un “politologo” (che vuol dire?).
La diatrba sui termini è piuttosto retorica e noiosa. Rischia di invischiare le questioni in speciosità da vecchio PCI.
La cosa che mi sembra da considerare, alla luce dei fatti sono:
1.fattori determinanti (tipo era possibile una cosa del genere in altri paesi? se tendenzialmente NO, perchè? Blog e pulpito, quale differenza?)
2.conseguenze (facendo finta che non dipendano da quanto dura la tournè di Grillo).Semplicemente per entrambe le questioni a m sembra essserci un risvolto storico-culturale di noi italiani. Che non elude, ma comprende le debolezze e le nefandezze della politica. Non do valore in assoluto negativo a quello che chiamo “antipolitica” (che per transazione potremmo chamare “antisartorilogia”). Ne cerco piuttosto un significato o una lettura storicizzandolo. Magari con un pò di superficialità. Ma per quei pochi strmenti che ho, l’attitudine che mi sembra di riconoscere, mi sembra più n problema che un orgoglio. Di queste cose secondo me c’è da parlare.
Secondo voi ADESSO Grillo quante proposte ha per andare in tv in qualche contraddttorio? Ovviamente rifiuta. E fa anche bene, figuriamoci. Il comportamento dei mass media è scorretto nei soi confronti (guardate Mazza). Ma a me i palchi, i finti-blog, la “democrazia della rete” in cui parla uno solo quantomeno mi insospettiscono.
Ma se ci mettiamo a discutere sul valore etico di un suffisso non siamo migliori degli opinionisti…sono semplificazioni, metonimie, figure retoriche che servono per dare nomi a cose la cui comprensione non è ancora completa. Non esprimono, da parte mia, un giudizio, ma una lettura storica che vi sottopongo.
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