I “The National” si presentano su palco dell’Ambassador in maniera schietta, senza inutili fronzoli estetici o attese spasmodiche. Salutano con un sorriso il pubblico in sala, circa un migliaio di persone (tutto esaurito e seconda data giorno 1 novembre a Dublino) e attaccano con “Start a war”. E’ una delizia, il suono e’ ruvido e sapientemente gestito, la voce di Matt Berninger sembra meno scura che su disco. La prima canzone vola via e loro attaccano “Mistaken for stranger”, capolavoro anche dal vivo. E poi via via tutti i brani dell’acclamato “The Boxer”, eseguiti con precisione, cuore e qualche digressione piu’ spinta che mette in evidenza la bravura dei componenti, che si scambiano continuamente i ruoli al basso, la chitarra e il piano.
Il concerto dura un’ora e mezza, in cui non c’e’ spazio per tempi norti, noia o disappunti: i “The National” suonano bene, e i brani evidenziano una bravura compositiva degna di essere annoverata fra le migliori del rock contemporaneo. Grandi.
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October 31, 2007 at 01:49 pm
che culo fredo…t’invidio un botto
un abbraccio
emma -
October 31, 2007 at 11:45 pm
rosicoooooooo
oh ma invece della St. Vincent che apriva che mi dici? rende?
il vile
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November 2, 2007 at 01:59 pm
Mah Enri, la St.Vincent mi e’ sembrata molto coraggiosa, delle buone idee, ma…non so, dopo qualche pezzo mi aveva un po’ stancato. Comunque, da risentire.
fredo

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