Quando abbiamo passato il confine era già buio, e quindi non mi sono quasi reso conto di essere arrivato in Nord Irlanda. Fa strano però pensare che un’isola abbia dentro una seconda nazione, con lo stesso nome ma quell’aggettivo, nord, a significare che quel posto è, almeno in parte, diverso dal resto.
I segnali non sono immediati. Al confine non c’è nessun controllo, e se non fosse per le targhe gialle (britanniche) e il pedaggio dell’autostrada in pound, non ci si accorgerebbe di averlo passato.
Verso le 23 arriviamo a Ballintoy, paesino di una ventina di case, una chiesa, un ostello ed un pub, in mezzo alla più verde delle campagne irlandesi. Quando mi alzo al mattino, mi rendo conto di avere davanti prati verdissimi, poche pecore, e uno strapiombo sul mare con un’isola-scoglio davanti. Da Ballintoy ci spostiamo poi a Ballycastle, più grande (i pub infatti saranno almeno una decina) e proseguiamo per Morlough Bay. La spiaggia è stupenda, rocciosa. In serata passiamo da Bushmills, piccolissima e famosa per il whiskey più buono d’Irlanda (Jameson? Puah….), ed è qui che vedo per la prima volta il piccolo ufficio della polizia locale completamente blindato, circondato da telecamere, con il filo spinato in cima alle reti di protezione; anche gli altri dei paesi vicini sono ancora cosi, resti di un passato di violenze nascoste a covare dietro le porte delle case grigie, sotto il cielo plumbeo.
A Ballycastle ci aspetta un pub pieno di gente che si accorge della nostra presenza diversa da quella dei soliti avventori. Al momento di andarcene, tutti ci augureranno buon viaggio. Paul, un omone dai capelli lunghi grigi e la faccia da Beatles, mi darà pure un abbraccio più che fraterno (era ubriaco pesante), raccomandandomi di fare sempre attenzione per strada.
Poi, le Giant’s Causeway; quest’ammasso di scogli esagonali e quadrati, che sembrano scolpiti da mano umana e che si protraggono nel mare; la leggenda vuole che li abbia gettati in mare un gigante che doveva attraversare il mare fra l’Irlnda e la Scozia per trovare l’amore. Ma si deve essere arreso presto.
Quando torniamo a Ballycastle, tutti abbiamo bisogno di prelevare dei pound ad un bancomat. E ci accorgiamo che in Irlanda del Nord tutte le banconote sono diverse perchè ogni banca emette le proprie: 5, 10 pound, possono avere colori e disegni diversi, a seconda che siano emessi dalla Bank of Ireland, dalla Bank of England, o da altre.
L’Irlanda del Nord è sempre Irlanda. Ma si respira un passato di frammenti.
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December 21, 2007 at 09:45 am
Ecco. Dopo sta lettura fremo…..cazzarola. Ma tranquillo che me sto ad organizzà. E’ che si è aggiunta pure spesa e pre-organizzazione trasferta radiohead a berlino e quindi ho rallentato appena un pò. Ma ci siamo.
Interpol nettamente sotto gli altri due, ma ci son un paio di pezzi da applausi. Comunque sul genere meglio gli Editors, imho. In compenso condivido appieno le tue perplessità sul live. A Firenze erano tutti entusiasti, io ho visto invece cose molto balbettanti.
Bella fredone!
Spero a prestopresto2008! -
December 21, 2007 at 12:57 pm
Bei ricordi, purtoppo in Irlanda del Nord ci sono stato solo venti (20!!!) anni fa (poi sono tornato sempre nell’altra Irlanda), e quando siamo arrivati in macchina alle porte del primo paese di cui mi sfugge ora il nome, il primo impatto è stato un bel fucile puntato verso di noi da un posto di blocco militare.
Il soldato di turno inglese, una volta guardato in macchina ci ha poi “augurato una bella vacanda di m…”, che simpatia. Certo la situazione non era bella per nessuno.Una guerra assurda che non terminerà mai anche se formalmente si è placata. Le differenze purtroppo però rimangono anche ora e forse quest’odio non si riuscirà mai a placare.
Speriamo in bene….
approfitto per augurarti e augurare a tutti i tuoi visitatori Buone Feste.
Ciao Ram
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