Sandra Lodato Mastella, arrestata per concussione, dice per difendersi che in Italia è in atto una persecuzione nei confronti di chi opera una “difesa dei valori cattolici in politica”.
Tre minuti di silenzio.
Totò Cuffaro, condannato a 5 anni di carcere e interdizione dagli uffici pubblici per favoreggiamento semplice, si è detto soddisfatto per il buon andamento del processo. Non si dimetterà.
Ora possiamo pure bestemmiare, dai.
Aggiornamenti. 21 gennaio 2008
Clemente Mastella esce dalla maggioranza e decreta, quasi sicuramente, la fine del governo Prodi proprio quando sembrava esserci qualche spiraglio sul versante del risanamento dei conti. Lo stesso giorno la CEI dichiara che l’Italia è un paese a pezzi, mostrando la faccia speculatrice e avida della Chiesa che fiorisce sulle disgrazie di un paese.
Basta, ora basta, è finita. O si rinasce, o stavolta il paese se ne và a fare in culo. Forse se lo meriterebbe.
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January 18, 2008 at 09:21 am
Dopo i tre minuti di raccoglimento si può partire con le bestemmie? Non so, ma di questi tempi è l’atto più politico che mi viene.
Povera Italia, di Mastella ostello… -
January 18, 2008 at 09:23 am
Pardon, era “serva Italia”. Come dice Proust, sbaglio sempre le citazioni.
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January 18, 2008 at 02:37 pm
Si, caro sor vichi. Stavo per scriverlo, poi ho lasciato perdere.
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January 19, 2008 at 01:00 am
Povera Italia. Poveri noi a piangerci addosso.
Non so se fanno più incazzare i vari Mastella Cuffaro (gli toglierei l’onore di appellarsi Totò) & C o le “scene di solidarità “che abbiamo visto in pARLAMENTO. UN’ORGIA DI DISGUSTO. -
January 19, 2008 at 01:11 am
Ramos, sono con te nel disgusto.
Ma ho smesso di piangermi addosso. Ho fatto le valigie.
Fredo -
January 22, 2008 at 11:23 pm
Pare che si debba decidere di fare i bombaroli. Non lo farei né per disgusto né per virtù. Solo come uno che non ci crede quasi più.
L’Italia è una merda, ma finché c’è il calcio, nazionale ed internazionale, finché c’è la birra e la sizza di sbrego, finché si può sdare un fintantino, finché la mamma prepara il budino, finché i castelli ci portano indietro, e la poesia di tanti gesti, il ruvido accento di un contadino, il contraffarre ma solo a puntino, i tanti angoli dove nascondersi e osterie dal lume rosso, il bel sole che inneggia alla gioventù.Quasi quasi non ci credo e alzo il naso in su.
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