Che Mark Oliver Everett avesse molto da raccontare lo avevo intuito ascoltando i suoi dischi. Sempre un pò ironici, ma con testi cupi e a volte deprimenti. Ma vederlo dal vivo mi ha fatto capire un pò meglio il ragazzone che si è inventato gli Eels, uno dei capisaldi del rock lo-fi degli dell’ultimo decennio.
Prima del concerto, al pubblico viene mostrato un documentario, che Everett ha realizzato con la BBC, e che parla del padre di Mark. Hugh Everett III fu un brillante studioso e scienziato, che ipotizzò la teoria dei mondi paralleli. La sua teoria, per quanto brillante, non fu accettata perchè in contrasto con le teorie del premio nobel Niels Bohr. Everett morì ancora giovane, lasciando la moglie, Mark e sua sorella. Mark parte dalla storia di suo padre per scoprire le sue radici, per capire come, e forse perchè, abbia cominciato a fare musica.
Poi, gli Eels salgono sul palco (Mark e il suo fedele The Chat - spero si scriva così). I pezzi più belli li suona al piano: emotivi e piuttosto scarni. Meno bene gli va forse alla chitarra, quando l’istinto low lo spinge ad essere sin troppo dimesso, almeno per i mie gusti, lasciando un pò troppo spazio alla propria personalità piuttosto che alla musica. Ma gli Eels ci sono, sono sinceri, e il concerto scivola via bene, senza intoppi.
Mark fa poi leggere al suo accompagnatore alcuni brani del suo romanzo. Anche questi funzionano bene. Quando alla fine si alza per lanciare un mazzo di fiori al pubblico e ricevere un lungo applauso, tutti gli chiedono il bis a gran voce. In particolare, il tipo seduto davanti a me sembra non volerne sapere di vederlo andare via, e sembra davvero un muflone quando si sgola a gran voce urlando: “MOOOOORE”. Ma non sono sicuro fosse lui ad urlare, credo avessero davvero nascosto il muflone da qualche parte durante il concerto. Mark torna, regala altri due pezzi ed esce. Per un pò se ne starà lontano dai palchi, dopo questo tour, per scrivere. A presto, Eels.
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April 14, 2008 at 01:04 pm
freduzzo,
ottimi gli Eels, li ho imparati a conoscere ascoltandoli su last.fm e, anche secondo me, nel rock lo-fi (non sapevo si chiamasse così…) hanno davvero una marcia in più. eppoi c’è da dire che il tipo ha una storia assurda…
vabbè comunque ben tornato al tuo blog, era da un pò che non riuscivo a vederlo e cominciavo a temere il peggio.PS: qui siamo alle solite: pomeriggio elettorale con molti interrogativi… capisco il tuo scazzo elettorale ma qui siamo sempre ai soliti sudori freddi perchè rischiamo di ribeccarci di nuovo l’Uomo Nero….
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April 15, 2008 at 11:28 pm
Caro Tom, bello risentirti.
Nonostante i miei scazzi elettorali, a votare ci sono andato, con la testa pesante come un macigno. Ci ho pure sperato che l’Uomo Nero non ce la facesse.
Ora sono qui, sono anche abbastanza sereno. E devo dirti che la cosa che mi spiace di più è pensare agente come te, ai miei amici, ai miei cari, a tutti noi che tutta questa merda proprio no, non ce la meritiamo.
stammi bene Tommasino
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