Non è che non ci penso. E’ che mi riesce difficile scriverne. Il declino, o forse sarebbe più corretto dire la fine dell’Italia che conoscevamo, e che ingenuamente consideravo un paese bello e vitale, è un argomento spiazzante, più grande di quanto si possa immaginare.
La mia sensazione, che cerco di ancorare ai fatti per essere realistico e non inutilmente esagerato o sentimentale, è proprio quella di una fine. Fine dell’ingenuità, fine della tolleranza, ma fine anche della spazzatura nascosta sotto il tappeto. Perchè il tappeto sta finendo e la spazzatura traborda.
Fine anche della solidarietà, e fine della ricchezza. In Italia tantissimi ragazzi si fanno lo sgambetto per un posto di lavoro da fame, e sono costretti a diventare meschini. I tanti che non lo diventano ne soffrono quotidianamente. Molte persone continuano a morire nei cantieri, dove lavorano per poco e senza protezione.
L’inflazione corre, e i dati Istat, questi numeri freddi, non fanno altro che constatare con ritardo situazioni già in atto da tempo. Situazioni per cui le persone soffrono da tanto.
La camorra, la mafia, la ‘ndrangheta sempre più forti e impunite, che trafficano e avvelenano un paese. Industrie che smaltiscono rifiuti tossici in campagna.
Troppe cose, troppi dati, e bugie. Certezze poche, a parte l’affetto per tutto ciò che abbiamo sempre amato, e che vediamo soffrire.
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June 5, 2008 at 01:29 pm
“A gente ca s’ venne p’ nu piatt’ e maccarun’”, cantavano i 99 Posse.
La gente. I giovani, cui hanno negato il futuro. E che a volte, a guardarli, non dimostrano nemmeno di meritarselo, un futuro.Sor
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June 10, 2008 at 04:51 pm
la sensazione di una fine.
chissà quanto riusciremo a disspare per sempre
da qui (Roma) pare vada via il buon marengone
e un’altra mia amica va a Londra.tra un pò rimango da solo e me la comanno
E.
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June 22, 2008 at 02:16 pm
Era da un pò che non passavo da te, anche io mi sa che tra un pò vado via anche io, mi sa…. ed è vero, chi non riesce a diventare meschino soffre quotidianamente…
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