Fuori dall’Italia

Chi, fra i miei amici, cerca di fare il ricercatore, trova giusto mobilitarsi e analizzare, protestare contro i tagli allucinanti che il Governo vuole attuare. Si tratta di persone perbene, non di parte, serie e preparate. Persone tranquille, persone buone.

La mia generazione ha poche scelte possibili: ad esempio, vivere di precariato o andarsene all’estero. Una terza via, praticata dai peggiori, consiste nel leccare il culo ai potenti di turno. Ci hanno massacrato a pezzetti, e neanche troppo lentamente. Ora vogliono dare il colpo di grazia distruggendo l’educazione, mandando sulla strada chi lavora nel settore, annullando lo spazio per lo sviluppo di una coscienza critica.

Berlusconi chiama ricercatori, maestre, scolari e studenti in generale facinorosi. Voleva aizzargli contro la polizia, poi ci ha ripensato e ha capito che per farlo non deve dirlo. I soldi dell’Università servono per le banche che hanno truffato mezzo mondo, per l’industria dell’auto, per i comuni falliti come Catania e Roma.

Ma finirà. Il signor B. e i suo scagnozzi, e anche quei tipi inutili della finta opposizione. Prima o poi, sarà la loro stessa merda a travolgerli.

2 comments.

  1. Beh, caro Alfredo, spero proprio come dici che prima o poi il governo ne faccia una di troppo e si tolga di mezzo con le sue mani… purtroppo l’alternativa è affidata ad una opposizione che, aldilà delle proprie capacità, ha numeri troppo esigui per poter incidere, e io sul buonsenso e sulla coscienza degli uomini della maggioranza ho poca fiducia. Si iniziano a vedere le prime proteste, ma mi sembrano ancora troppo deboli e impotenti…
    All’assemblea cittadina organizzata dalla facoltà di Lingue contro la L 133 ha parlato un ricercatore dell’Ente nazionale di Geofisica e Vulcanologia, gente da premiare per il proprio lavoro, e invece c’è il pericolo dopo la riforma di un vero e proprio indebolimento dell’attività di monitoraggio. Ci rendiamo conto di che significa, noi che siamo sotto il vulcano? Beato te che ti rilassi ammirando i prati irlandesi…

  2. Già Seby, le proteste di cui parli sono ancora deboli. La cosa che mi sorprende di più è proprio come si possa non essere uniti nella protesta in un periodo del genere. L’Italia sembra essere abitata da persone divise su tutto.
    Purtroppo io non ho molta fiducia neanche nell’opposizione, ad essere onesto. Ma voglio credere che la gente possa svegliarsi e protestare in maniera convinta, forse gli avvenimenti di questi giorni sono un segnale in questo senso.
    Come dici tu, è preoccupante sapere che proprio le attività di ricerca, quelle che dovrebbe aiutare lo sviluppo e il progresso, siano quelle messe in discussione.
    Vorrei riuscire a rilassarmi di più, ma in realtà i problemi del nostro paese sono un chiodo fisso…

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