E tutti i topi vennero a galla

Crescita annuale del PIL almeno sopra il 5%. I salari più alti della zona Euro. Uno scenario politico stabile, dominato dai neo-liberisti del Fianna Fail .  E un mercato della lavoro aperto e agilissimo. Questa è stata l’Irlanda, almeno fino a sei mesi fa.

Credo di ricordare abbastanza bene i momenti in cui è diventato chiaro che tutto stava per cambiare. La mia ex coinquilina aveva cercato invano lavoro per almeno 3 mesi in un paese in cui un ragazzo dai vent’anni in su si sarebbe lamentato se il lavoro non lo avesse trovato in tre settimane. Ricordo bene le storie di persone che lasciavano il lavoro, se ne partivano per sei mesi in vacanza e una volta tornate  ne trovavano uno migliore. Venendo dall’Italia dei nostri anni, trovavo tutto questo ai limiti dell’impossibile.

Ma l’Irlanda è cambiata, continua a cambiare in maniera straordinariamente veloce e rivela anche aspetti contorti, difficili da decifrare. L’economia è in caduta libera. Come riportato in un articolo di The Economist della scorsa settimana, il paese è inserito fra quelli a rischio default e il suo PIL precipiterà quest’anno a meno 5%.

Il mercato del lavoro ne risente molto, e poche settimane fa la Dell ha annunciato che chiuderà i propri stabilimenti di Limerick per trasferirsi in Polonia; in soldoni, si tratta di quasi 2.000 posti di lavoro in meno. Ogni giorno escono notizie simili; persino Ryanair ha annunciato il taglio di 200 posti a Dublino.

La situazione politica è difficile, e rivela giorno dopo giorno l’incapacità del Governo nel gestire un boom economico durato quasi vent’anni e che si rivela sempre di più un’immensa bolla di sapone. Il Fianna Fail è letteralmente precipato nei soliti sondaggi sulle intenzioni di voto.

Il settore bancario rivela in continuazione scandali e malefatte di diversi tipi.

Ora, la vita delle persone non è fatta di sondaggi, di scandali bancari o di PIL. Ma io ho la sensazione che qui tutto si rifletta immediatamente sulla società. E soprattutto ho altre sensazioni, meno definite ma a volte inquietanti. Mi sembra di capire che il boom, il benessere e la ricchezza siano state alimentate da una bulimia di avidità;  mi fanno impressione le case costruite in poche settimane e vendute (oramai non più, la bolla immobiliare è eplosa) per milioni di euro; mi colpisce sapere di persone della mia età (soprattutto irlandesi) che pur avendo lavori dignitosi e ben pagati hanno sperperato tutto e poi chiesto i mutui per andare in vacanza.

E’ chiaro che ciò non rispecchia tutto il paese. A fine gennaio ho passato un week end sulla costa Ovest, nella contea di Clare; mi è capitato di scambiare due parole con delle persone del luogo. Il proprietario dell’ostello, a proposito della crisi, a un certo punto mi ha detto: “Io penso che il Paese se la meriti, questa crisi. E ne sono contento, in fondo. Qui si è solo pensato a speculare, a costruire case che nessuno abiterà, a imporre la legge del più ricco e a seguire i capricci delle banche. Tutto questo mentre al Paese mancano le autostrade e i partiti politici si sono trasformati in comitati d’affari”.

One comment.

  1. …Per vedere la palla di pelle di pollo fatta da Apelle figlio di Apollo!

    Sor che la butta (pateticamente) sul ridere… sig!

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