La metro Simonis e Vinicio a Bruxelles

A Bruxelles la metro aveva tre linee. 1,2 e 5, mi sembra di avere capito. Fino a quando non c’è stato bisogno di farne una quarta, la numero 6 (la 3 e la 4 si son perse per strada). Ma fare una linea tutta nuova, che spreco sarebbe stato. E allora in Belgio decidono così: la 2 ora si chiamerà 6, e la nuova linea sarà la 2, cioè la 6 ma con meno fermate. Potrebbe sembrare un rompicapo, ma sarebbe stato troppo facile da risolvere. E allora ecco il colpo di genio. La nuova linea 2 farà lo stesso percorso di prima, ma con meno fermate, e i due capolinea si chiameranno entrambi Simonis. Hai capito bene utente medio: basta sonnecchiare sui vagoni, ora dovrai fare attenzione a quale treno prendi, e dovrai distinguere bene fra Simonis (Elisabeth) e Simonis (Leopold II).

Ero a passeggio con Lucrezia e ci eravamo fermarti per una birretta quando una sua amica ci dice che Domenica 10 Maggio a Bruxelles, proprio la città dei due Simonis, avrebbe suonato Vinicio Capossela. Il concerto sembrava sold out, ma siamo riusciti a beccare due biglietti.

Vinicio Capossela - Da Solo Tour live Bruxelles 10 maggio 09

Sorvoliamo con pietà sul gruppo di apertura, probabilmente imposto dal locale, formato da tre signorine di New York e chiamato Au Revoir Simone. Pietoso, pietoso.

Vinicio invece arriva in scena verso le 21, con il palcoscenico addobbato con i manifesti vintage del Da Solo tour. I primi brani sono proprio quelli dell’ultimo album, e il nostro si lancia in discorsi in lingua italiana, francese maccheronico, inglese. Vinicio è in gran serata, i pezzi vanno via veloci. Dopo quasi un’ora, pausa e mago Cristoph sul palco.

Poi la band torna e Vinicio suona Marajà, Bardamù, fino ad arrivare a Brucia Troia e Il Ballo di San Vito. Il pubblico è composto soprattutto da italiani, ma anche i diversi belgi o francesi presenti si divertono parecchio. Vinicio chiude dopo più di due ore di concerto con Con una Rosa e poi Il Gigante e il Mago.

Sarebbe difficile cercare di descrivere il concerto e il mondo di Capossela in poche parole. Quindi mi limito a dire che si tratta, probabilmente, del migliore cantautore italiano vivente. Alto, altissimo livello.

6 comments.

  1. Alfredo, con che album consiglieresti ad un neofita di iniziare l’ascolto di Vinicio? :-)

  2. Ciao real_gone, io partirei da un classico come “Canzoni a manovella” :-)

  3. eh eh caro fredo, “ti limiti a dire”…
    parole grosse le tue!

    effettivamente non conosco troppo a fondo il buon vinicio pur apprezzandolo un bel po’ allora mi vengono da dire tre cose:

    - l’unica sua esibizione live che vidi anni fa al teatro d’annunzio (all’aperto) di pescara fu un grandissimo concerto.

    - un paio di giorni dopo vinicio suonò a chieti. dopo il concerto venne a mangiare a pescara con tutta la band nel ristorante/enoteca dove il sottoscritto lavorava. inevitabilmente, previo avviso, arrivarono tardissimo, e dopo il secondo, vinicio ci invito a fare due brindisi. finii seduto di fianco a lui a discutere di john fante, sua fissa del periodo. io votavo per la “confraternita del chianti”, lui per “chiedi alla polvere”. ne serbo un bel ricordo.
    poi si venne a sapere che ignoti, a chieti, avevano rubato gli strumenti della band, così, giusto perchè ci dobbiamo far riconoscere. ma questa, ovviamente, è un’altra storia.

    - e poi da un mesetto a sta parte, “camminante” è la canzone che ascolto e suono (un semplice arpeggetto re/la con un paio di settime ogni tanto) di più in assoluto: “Ahi, t’ho vista sporta alla ventana”…

    c.

  4. Fredo, ti aspetto in sicilia per una suonata. Ho comprato gli spartiti originali del nuovo album.

  5. “…seguire lontano il volto del gabbiano / hai masticato muto un benvenuto / e ti ho incontrato strana”

    Pezzo difficile da dimenticare, cire’, compagno di schitarrate intimiste e del viaggio in macchina verso Taormina per vedere Vinicio suonare al teatro greco in cima al paese mentre l’Etna si arrossava per la colata lavica di mezza estate.

    Personalmente, sarei stato anche io per “La confraternita del Chianti”. O forse per “Aspetta primavera, Bandini”.

  6. Per Turi (il piu’ esperto caposselliano che io conosca): ci sto di brutto :-)

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