Posts by Alfredo.

Terremoto

Di ritorno dal Lussemburgo, sul treno, ho letto la notizia e non ho realizzato.

Mi connetto al sito del corriere dieci minuti fa e finalmente metto a fuoco: Totò Cuffaro è in carcere. La cassazione lo ha condannato in via definitiva a 7 anni di carcere con l’accusa di favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra.

Per chi da anni soffre nel vedere tutte le possibilità di riscatto di una regione e di una paese intero uccise nella culla, si tratta di una botta di energia. Non è sollievo, non è serenità, non è soddisfazione. E’ conferma del fatto che la schiena dritta deve essere allenata ogni giorno: non cedere alla tentazione di considerare tutto e tutti la stessa merda, non arrendersi all’idea che le cose non possono cambiare, non credere al cinismo di chi dice che tanto poi in fondo tutto resta uguale. Non è cosi. Che quello di oggi sia un inizio.

Good time for a change

2010 meant a new life in a new city, a new job and some nice trips. Some bad moments but also time to think. It meant change. And  good time with friends and people I care about: no matter how far we are, we’ll never be apart.

2011, for all of this, teach me to be grateful.

Ummagumma

berlusconi joker

14 Dicembre 2010

Cade o non cade

Non so quello che succederà domani, 14 dicembre 2010. Mi sembra un attesa strana.

Preferisco pensare al panettone, ed evitarmi di leggere le notizie sul calciomercato più deprimente che si possa immaginare.

29 novembre 2010

Amici miei, di Mario Monicelli

Boss che ridono

Faccia normale e sorridente, quasi fosse contento di apparire davanti ai fotografi. Sicuro e tranquillo.

Non so a voi, ma a me i boss che ridono al momento del loro arresto fanno impressione: guardate le foto dell’arresto di Iovine, capo della mafia dei casalesi.

Quasi a volerci dire che non gliene frega nulla, che il suo mondo è ben più grande della sua misera persona e che lui, comunque, continuerà a comandare. Quasi a volere sfregiare ulteriormente il territorio che ritiene di sua proprietà. E forse, con la consapevolezza che il suo sistema è grande, si evolve, è avanti; e che non basta arrestare lui per fermarlo.

P.s. vi consiglio il post  ”Mafioso a chi?” del mio amico Cirello

The American

Nonostante la locandina alla James Bond e l’immancabile ruolo da seduttore di Clooney, sono rimasto colpito da The American.

Il film, diretto da Anton Corbijn (autore di moltissimi video clip e dello stupendo Control) ha uno stile secco, asciutto. La storia non fornisce spiegazioni inutili, e si concentra sulla necessità di fuga impedita del protagonista. Lo scenario abbruzzese, spoglio e straniante, è il contorno giusto per le poche parole di cui il film necessita.

Un finale azzeccato e una colonna sonora ben studiata (Corbijn conosce a fondo l’argomento musicale) rendono il film ancora più degno di essere visto.

A proposito della colonna sonora, ecco uno dei pezzi migliori, di Cuby and the Blizzards.

I feel good

Ritrovarsi con un 3 all’inizio della cifra dei propri anni ti fa pensare di essere finalmente entrato nella fase della maturità calcistica. E dunque l’esordio sui campi in erba di periferia a Bruxelles.

Per tutto il resto, ci sono birra amici e musica.

Vetiver

A volte le canzoni ti folgorano in un momento che resta unico. E allora poi le pubblichi sul tuo blog.

La verità a schiaffi

Gli unici due momenti di verità, di concretezza e vita reale, durante la prima puntata della stagione di Annozero, li hanno dati due operai, uno dello stabilimento FIAT di Termini Imerese che sarà chiuso entro il 2012, e uno della Fincatieri di Castellammare, a rischio chiusura anche questo.

Il primo, a Roma, in un botta e risposta con La Russa;

La Russa: “Ma picchi t’incazzi cco itu?” (Ma perché ti incazzi e punti il dito?)

Operaio: “Picchi stamu pirdennu u travagghiu, La Russa!” (Perché stiamo perdendo il lavoro, La Russa!)

Il secondo, urlando in diretta con lo studio: “Voi che parlate di case a Montecarlo, di complotti, di palazzi, voi la dovete smettere! Qui noi stiamo perdendo il lavoro. Voi la dovete smettere!!!”

Tutto il resto, dalle tesi del complotto di Bocchino, alla faccia di bronzo di Castelli, alla foga di Di Pietro, ai monologhi sgrammaticati di Santoro, é solo rumore fastidioso, chiacchere, autoreferenzialità. Sulla pelle di un’Italia che soffre, é solo merda.