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Cade o non cade

Non so quello che succederà domani, 14 dicembre 2010. Mi sembra un attesa strana.

Preferisco pensare al panettone, ed evitarmi di leggere le notizie sul calciomercato più deprimente che si possa immaginare.

Boss che ridono

Faccia normale e sorridente, quasi fosse contento di apparire davanti ai fotografi. Sicuro e tranquillo.

Non so a voi, ma a me i boss che ridono al momento del loro arresto fanno impressione: guardate le foto dell’arresto di Iovine, capo della mafia dei casalesi.

Quasi a volerci dire che non gliene frega nulla, che il suo mondo è ben più grande della sua misera persona e che lui, comunque, continuerà a comandare. Quasi a volere sfregiare ulteriormente il territorio che ritiene di sua proprietà. E forse, con la consapevolezza che il suo sistema è grande, si evolve, è avanti; e che non basta arrestare lui per fermarlo.

P.s. vi consiglio il post  ”Mafioso a chi?” del mio amico Cirello

La verità a schiaffi

Gli unici due momenti di verità, di concretezza e vita reale, durante la prima puntata della stagione di Annozero, li hanno dati due operai, uno dello stabilimento FIAT di Termini Imerese che sarà chiuso entro il 2012, e uno della Fincatieri di Castellammare, a rischio chiusura anche questo.

Il primo, a Roma, in un botta e risposta con La Russa;

La Russa: “Ma picchi t’incazzi cco itu?” (Ma perché ti incazzi e punti il dito?)

Operaio: “Picchi stamu pirdennu u travagghiu, La Russa!” (Perché stiamo perdendo il lavoro, La Russa!)

Il secondo, urlando in diretta con lo studio: “Voi che parlate di case a Montecarlo, di complotti, di palazzi, voi la dovete smettere! Qui noi stiamo perdendo il lavoro. Voi la dovete smettere!!!”

Tutto il resto, dalle tesi del complotto di Bocchino, alla faccia di bronzo di Castelli, alla foga di Di Pietro, ai monologhi sgrammaticati di Santoro, é solo rumore fastidioso, chiacchere, autoreferenzialità. Sulla pelle di un’Italia che soffre, é solo merda.

Forza Azzurri

Brancher, neo ministro senza deleghe in fuga dal processo,  si lamenta: gli italiani sono incacchiati per la Nazionale e se la pigliano con me. Da bravo tifoso, Brancher è rimasto incredulo e intristito come noi per l’eliminazione dal mondiale.

Ma del resto, brocchi i giocatori, brocchi l’allenatore, brocchi i Brancher. Viva la terra dei cachi.

Gli anni dello sciacallo

Mi ritrovo ad aprire le pagine dei giornali on line la mattina e a provare, durante il caricamento, una strana attesa fra ansia e desiderio di trovare l’ennesima notizia da prima pagina con arresti eccellenti, scandali e corruzione.

Non mi fa piacere leggere queste notizie. Eppure le aspetto. E da qualche settimana a questa parte, puntuali, arrivano.

A confermare quello che la testa e la pancia ci dicono da un sacco di tempo, da tanti anni, a dare forma a quei ragionamenti che riempiono i nostri discorsi, i nostri arrovellamenti da persone che non si riconoscono nella società che li ha cresciuti.

Gli ultimi 15 – 20  sono stati, per l’Italia, gli anni dello sciacallo. Quelli cioè di una serie di esseri che hanno sbranato un altro corpo in difficoltà fino a rosicchiarne la carogna. Sono gli anni dei contratti precari, del lavoro in cambio di voti o di semplice adulazione, anni di minacce, di leggi infami, di mafiosi imprenditori, di politici schiavi e di ladri in cravatta, anni in cui siamo stati, tutti, presi continuamente per il culo.

Molti ci sono cascati, ci hanno creduto, alle favole tristi che ci hanno venduto. Io no , e neanche il 95% delle persone che frequento e che conosco.  Rivendico il diritto a scacciare lo sciacallo.

Mai una lira

Silvio Berlusconi, 16 Febbraio 2010, in relazione all’emergere di scandali ed episodi di corruzione che coinvolgono tanti esponenti del suo partito:

“Non ho mai rubato una lira, non voglio perdere voti per colpa di questi signori”

Non ti preoccupare, Silvio, mettiamoci una pietra sopra. Parliamo degli euro ora, dai.

L’unto

“Berlusconi unto dal popolo: e’ una leggenda che ha messo in giro lui.

Basta contare i voti e considerare l’attuale legge elettorale,  per capire che non e’ cosi’. ”

Antonio Tabucchi, intervista a Il Fatto Quotidiano, 12/01/10

Tom Joad

In Calabria ci sono migliaia di immigrati africani che lavorano nei campi, per raccogliere la frutta e la verdura che finisce sulle tavole di mezzo paese. Sono in mano alla ‘ndrangheta, che li costringe a lavorare per una miseria (20 euro al giorno), a dormire nelle stalle, a mangiare avanzi, a condurre una vita da animali.

Gli immigrati, finalmente, provano a protestare. E molti cittadini di Rosarno cosa fanno? Gli vanno contro, li accusano di essere dei criminali.

Poi arriva Maroni, il Ministro degli Interni, a dire che il problema è che ci sono troppi immigrati clandestini. E non, invece, che ci sono decine e decine di ‘ndrine della ‘ndrangheta che lucrano suil lavoro di questi esseri umani ridotti a schiavi. La ‘ndrangheta è attualmente la più ricca e potente delle organizzazioni criminali italiane. Ma Maroni non è un coraggioso, preferisce scaricare il problema su chi non può difendersi.

Io sto con ognuno di quegli africani. In mezzo a tanta melma, sono loro i veri italiani, quelli che cercano ancora di battersi per la propria dignità.

“Now Tom said “Mom, wherever there’s a cop beatin’ a guy
Wherever a hungry newborn baby cries
Where there’s a fight ‘gainst the blood and hatred in the air
Look for me Mom I’ll be there
Wherever there’s somebody fightin’ for a place to stand
Or decent job or a helpin’ hand
Wherever somebody’s strugglin’ to be free
Look in their eyes Mom you’ll see me.”

Bruce Spingsteen – The ghost of Tom Joad

Il 5 Dicembre

Ci saro’, al No Berlusconi Day. A O’Connell Street, Dublino. E ci saranno centinaia di migliaia di persone in mezzo mondo, soprattutto a Roma. Senza partiti che comandano (e che al limite, a parte quella cosa informe che chiamano PD, partecipano), senza comici parlanti sul palco, senza finti salvatori della Patria. Solo gente che ha esaurito la propria pazienza.