Freduzzu

Fra la Sicilia e l’Irlanda, passando per Roma

Archive for the ‘ItaliasiItaliano’ Category

Mar
4

Gli operai muoiono. Allora il governo dimissionario promette risposte ferme e dovute. Ma Confindustria reagisce dicendo che nuove sanzioni alle imprese non in regola sarebbe inaccettabili e ingiustificate (!!!). Il PD se ne esce candidando industriali, uno dei quali figlio di uno dei più discussi imprenditori d’Italia.

C’è qualcosa, come un grumo, che non si scioglie. Ma fa male a tutti.

Feb
24

A Gennaio ho comprato un biglietto per tornare in Sicilia, fino al 13 Aprile. L’ho fatto prima della caduta del governo, prima che venisse deciso che 13 e 14 sarebbero stati i giorni delle elezioni. Potrei andare a votare. E lo farò. Disegnerò una X grande quanto tutta la scheda e annullerò il mio voto.

Un tempo pensavo che l’istinto di non votare, di non legittimare chi pensavo che in fondo non mi rappresentasse fosse qualunquismo. E’ vero, può esserlo per molti motivi. Non in questo caso, per quanto riguarda la mia scelta. Trovo ben più pesante, mortale, indecente, arrivare alla conclusione che in fondo il male minore sia sempre meglio. Scegliere la sinistra per evitare la destra. Come se si trattasse sempre di scegliere fra bianco e nero, come se il mio voto su una scheda non significasse affidare l’amministrazione della cosa pubblica in cui mi ritrovo a vivere a persone per cui non nutro stima e fiducia.

Sia chiaro, non penso che l’Italia abbia bisogno di sprofondare per riemergere, e non penso che i tedeschi ci dovrebbero invadere. Non penso neanche che in parlamento siano tutti farabutti e meschini. So però che il mio voto viene assegnato a tavolino da una segreteria di partito a una persona che non conosco. So che il mio segno su una scheda non significa altro che una legittimazione. E ora non ho voglia di legittimare nessuno. Non ho voglia di sentirmi preso per il culo, non ho voglia di esserlo proprio il 13 aprile.

Quando vi troverete con matita in mano e la scheda elettorale davanti, fermatevi un attimo. Prendete fiato.
Un link a una bella intervista a Mario Monti, economista, sulla situazione italiana.

Jan
25

E vado a letto consapevole che il mio paese non esiste più.

Jan
24

Voglio evitare di parlare di problemi legati alla politica italiana. Ma questa è una cosa troppo seria e importante. Come sapete, Totò Cuffaro non vuole dimettersi dalla Presidenza della Regione Sicilia nonostante sia stato condannato a cinque anni per favoreggiamento e all’interdizione dai pubblici uffici.

Per aiutare questo stronzo ad andarsene, ci sono una serie di iniziative in corso:  la petizione on line per chiederne le dimissioni, un corteo previsto per giorno 26. Vi invito inoltre a leggere questa lettera di Addipizzo.

Grazie a Grigorion per i link.

Jan
17

Sandra Lodato Mastella, arrestata per concussione, dice per difendersi che in Italia è in atto una persecuzione nei confronti di chi opera una “difesa dei valori cattolici in politica”.

Tre minuti di silenzio.

Totò Cuffaro, condannato a 5 anni di carcere e interdizione dagli uffici pubblici per favoreggiamento semplice, si è detto soddisfatto per il buon andamento del processo. Non si dimetterà.

Ora possiamo pure bestemmiare, dai.

Aggiornamenti. 21 gennaio 2008

Clemente Mastella esce dalla maggioranza e decreta, quasi sicuramente, la fine del governo Prodi proprio quando sembrava esserci qualche spiraglio sul versante del risanamento dei conti. Lo stesso giorno la CEI dichiara che l’Italia è un paese a pezzi, mostrando la faccia speculatrice e avida della Chiesa che fiorisce sulle disgrazie di un paese.

Basta, ora basta, è finita. O si rinasce, o stavolta il paese se ne và a fare in culo. Forse se lo meriterebbe.

Dec
29

In una scena de “La meglio gioventù”, Luigi Lo Cascio e i suoi due amici,all’indomani del conseguimento del diploma di maturità, discutono del loro futuro lavorativo, e sono fiduciosi per come le cose andranno.

 

Nel 2007 ho preso coscienza di molte cose che non mi fanno essere positivo nei confronti del mio paese, diversamente da come potevano esserlo i miei genitori o persone di 20 anni nel 1970.
Mi sono reso conto che l’Italia, che spesso difendiamo a spada tratta come dei vecchi i loro ricordi d’infanzia, è vecchia, isolata, rassegnata. Non tutta, sarebbe una stupida esagerazione. Ma l’andazzo, l’umore generale, quello che viene fuori nelle discussioni con tutta la gente che conosco, non è bello.

 

Sono cresciuto viziato, coccolato di mille e uno comfort, e per questo potenzialmente ingenuo. Speranzoso, forse intimamente convinto, che il mio posto fosse il migliore del mondo.
Oggi ho altre opinioni. Vedo la bellezza, la generosità nella gente, i paesaggi stupendi, la grazia dell’anima di un mare di gente; quello che credo base della nostra cultura.
Ma vedo altro, e in quantità maggiore. Mi accorgo di l’avarizia e piccolezze. Dello sfruttamento gratuito delle potenzialità. Dei ritardi nei pagamenti. Delle promesse non avverate. Delle bocche piene di enfasi e dei fatti vuoti.

 

Questa non è l’Italia che conoscevo, e non è quella che speravo di vivere. Quando ci tornerò, avrò bisogno di cuffie di marca buona. Dovrò proteggermi il cervello dai troppi sermoni di fine anno.

Nov
15

Sono rimasto colpito, negativamente, dal modo in cui i politici italiani hanno trattato il caso dell’uccisione di Giovanna Reggiani poche settimane fa a Roma. Dichiarazioni, quelle dei vari Fini o Veltroni, che hanno piu’ o meno marcatamente fatto leva su una forma strisciante di razzismo. Evidentemente non siamo in pochi a pensarlo.
Questo e’ il link per firmare una petizione on-line contro queste dichiarazioni di intolleranza che mascherano l’incapacita’ della classe politica di occuparsi di temi forti come l’integrazione sociale.
La petizione e’ promossa da Wu Ming Foundation, e qui trovate il testo che descrive il senso della petizione. Buona lettura.
p.s. grazie a Firmin Espinoza per avermi inoltrato la mail.

Nov
14

Mastella, visto che ha gia’ vinto la sua battaglia personale contro De Magistris, ha fatto ora causa a Grillo per le accuse nei suoi confronti. Non gli basta farla franca, vuole punire chi dubita o lo accusa. Vuole mettere a tacere il dissenso, vuole riscrivere la storia. Questa si chiama mafia, non mala politica, antipolitica, furberia, stronzaggine.
A chi andrebbero i soldi di una eventuale vittoria di Mastella in sede giudiziaria? Lui dice alle famiglie delle vittime di mafia.

Nov
6

“Ci si può fare soltanto degli auguri, con controllato ottimismo.”. Cosi’ Giuseppe D’Avazo sulla repubblica.it di oggi a proposito dell’arresto, ieri, di Salvatore e Sandro lo Piccolo, nuovi re dei boss di Cosa Nostra.
Vedere le immagini dei poliziotti incappucciati che portano in questura i mafiosi con la gente che applaude e’ sempre una bella immagine, e ti fa pensare che esistono ancora degli anticorpi, gente che crede e lavora per migliorare un paese. Poi mi chiedo pero’, ed arrivo a pentirmi a volte di questo mio pensiero, cosa ci sia a monte di questi arresti, di queste vittorie. E se questi arresti convenissero a uno Stato bisognoso di apparire inclemente con la mafia ma poi in fondo connivente con la mentalita’ mafiosa? Se Prodi non dice una parola quando Mastella fa spostare De Magistris, come puo’ permettersi di parlare di grande sforzo contro la criminalita’ quando due boss vengono arrestati? Io temo che quegli “anticorpi” che sono quei questori, quei poliziotti, quei pm che indagano su Cosa Nostra abbiano poco da spartire con una classe politica che in fonodo sembra ignorarli, o che magari ne sfrutta i risultati per poi abbandonarli nuovamente.

Oggi, 6 novembre 2007, se ne e’ andato Enzo Biagi. Speriamo che i politici, soprattutto alcuni, abbiano la decenza di non parlare, e lo lascino riposare in pace.

Nov
2

Seguo con malessere le vicende legate alla morte della donna rapita e maltrattata a Roma.
Quello che mi fa venire il voltastomaco e’ sentire la schiera di politicanti ammaestrati a dire sempre cio’ che conviene esternare le proprie dichiarazioni per un paese piu’ sicuro.
L’Italia dell’indulto, quella che tiene in carcere i mafiosi perche’ continuino a dettare legge dalla loro cella, quella dei politici che migrano in Tunisia, dei condannati che siedono in Parlamento, e dei condannati a piede libero pretende ora di dare una lezione a un intero popolo, magari a un’intera nazione, la Romania.
Chi siamo noi per potercelo permettere? Quanto perbenista e razzista e’ questo modo di pensare? E quanto e’ ridicolo vedere il governo che trasferisce i magistrati varare un pacchetto di misure contro la microcriminalita’ (ripeto, dopo avere varato l’indulto)?
Gente perbene, i nostri politici, dalla morale spessa quanto un filo di rame.

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