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Distribuiamo

Essere ridicoli

Mitico Alfano:  “le carceri italiane ai detenuti italiani“.

L’amaca

“I più giovani non possono neanche immaginare quali e quanti rigurgiti del passato, in questi giorni, affollino la mente dei meno giovani. [...] La copertina dell’Espresso sulla nuova cementificazione del Paese rimandava diritti alle antiche gloriose campagne di Antonio Cederna, e alla vecchia fetida speculazione edilizia contro la quale registi oramai vegliardi, giornalisti defunti, intellettuali in pensione spesero (inutilmente) le loro animose giovinezze. Come idea di sviluppo e perfino come scandalo, la cementificazione ha la stessa freschezza, la stessa fantasia, la stessa modernità di un faldone di Pretura di cinquant’anni fa. Poi c’è la cassa del Mezzogiorno [...] con il misero Tremonti baciato dai questuanti di oggi che hanno intasca gli stessi pacchetti di voti, le stesse clientele, la stessa desolante furbizia politica di mezzo secolo fa. E consumano gli stessi ricatti, accontentati dagli stessi complici (settentrionali) di oggi. Come in un remake degli anni del dopoguerra e del boom, ma senza quell’euforia, quella spinta sociale. Solo un gran puzzo di muffa. E l’incredulità: ancora li, siamo? Ancora quelli, siamo?”

L’Amaca – Michele Serra – La Repubblica 2 Agosto 2009

L’ora delle verità

Alla fine di un film dell’orrore il mostro ha quasi vinto la battaglia e sta per uccidere il protagonista; questo può arrendersi, e morire. O resistere, e forse caversela. (dalla puntata di Blu Notte su mafia e politica).

17 anni dopo le stragi del 1992, il mostro si è impadronito di molti punti chiave del nostro paese, ha infettato le istituzioni, ha cambiato le regole, ha deturpato il nostro ambiente, corrotto molte anime, ucciso molte persone. La mafia controlla appalti, cemento, traffico di droga armi e schiavi, influenza la finanza, inquina la grande distribuzione alimentare, distrugge paesaggi con rifiuti tossici, toglie dignità e lavoro a milioni di persone. E governa.

Ma la gente non è stata solo a guardare in questi anni, e sempre più si scorgono indizi di un possibile ottimismo, che si basa sulla consapevolezza dei problemi che il mostro crea e che vanno risolti.

Molte indagini sono state riaperte di recente, e mirano a capire e colpire il mostro al cuore, mentre tra la gente si diffonde la sensazione di dovere risolvere i conti con i mali che il mostro ha creato nel tempo.

L’ora delle verità è sempre più una necessità.

Link:

documentario “In un altro paese

Blu Notte – Mafia e politica

Antimafia Duemila

19 luglio 1992

“<<I mafiosi veri sono persone in apparenza squisitissime: escono, vanno a fare quello che devono fare, tornano a casa e sorridono>> Prima o poi dovremo riuscire a strappar loro quel sorriso dalla faccia. E a riprendercelo noi: il gusto di sorridere, di parlare al futuro e di tener memoria del nostro passato come d’una cosa utile e preziosa. Ma conclusa” (I Disarmati – Claudio Fava – Sperling & Kupfer)

Macelleria

Veltroni elogia Craxi

Mastella si lamenta di non potere rubare abbastanza

Tremonti insulta un giornalista

Noto una certa accelerazione nella melma che avanza.

14 luglio 2009

controildecretoalfano

Contro il decreto Alfano – 14 luglio 2009

La legge ammazza-internet

In seguito al post di Cirellus pubblico il link ad un’analisi della legge sulle intercettazioni in fase di discussione al Senato. La legge, fra le tante cose, è pericolosa per la libertà di stampa e per la libertà di espressione su Internet, in quanto costringerebbe chiunque pubblichi del contenuto on-line a pubblicare le rettifiche ai propri post/articoli ogni volta che vengano richieste.

L’analisi la trovate qui

Se davvero riusciranno a mettere sotto controllo la rete, prendo il blog e lo sposto su un server straniero. Così anche questo pezzo di me lascerà il paese.

Complimenti a chi ci governa. Il peggio del peggio.

Il Caimano

Non mi sembra il caso di commentare gli avvenimenti più recenti, che sono disgustosi abbastanza da non volere essere ricordati. Però c’è una sorta di sensazione della “fine” (tutta da dimostrare, ancora, come suggerisce il buon real_gone nei commenti al post) di una storia allucinante, di uomo che sembra avere riassunto il peggio dell’Italia nella propria persona. Un caimano, dal viso buono, ma sempre un caimano.

Senza intercettare

Roberto Scarpinato, procuratore aggiunto presso la procura Antimafia di Palermo, spiega cosa sta succedendo all’Italia con la riforma delle intercettazioni. Il crimine e’ al potere.

In colpa

Sono in vacanza fino a domani e non ho pensato ad organizzarmi per il voto.

Avrei dovuto chiedere i documenti mesi fa. Non l’ho fatto e quindi non potrò votare.

E per questo mi sento in colpa.

(non venitemi a dire che si sa come andrà…)