Archive for the ‘ItaliasiItaliano’ Category
L’Italia sembra darsi la zappa sui piedi. E ha deciso di farlo anche on line.
Dopo 45 milioni di euro spesi (45 milioni! un blog di ottima fattura puo’ costare al massimo qualche migliaia di euro) il governo, per bocca di Francesco Rutelli, potrebbe decidere di chiudere il portale www.italia.it, ampiamente criticato in passato da blogger ed esperti di web. Perche’? Non funziona, semplice, dopo 45 milioni di euro e tempo perso. Il portale avrebbe dovuto essere uno strumento di promozione per l’immagine dell’italia.
Inoltre, il 12 ottobre il consiglio dei ministri (scrivo tutto volutamente in minuscolo) ha approvato un disegno di legge volto a burocratizzare la rete, secondo cui qualunque pubblicazione on-line (e quindi anche i blog) potrebbero essere trattati alla stregua di prodotti editiriali ed essere sottoposti a lunghi processi burocratici, di controllo, e spese.
Totò Cuffaro rischia otto anni di galera. Questa infatti è la richiesta dell’accusa, avanzata dal procuratore aggiunto Giuseppe Pignatone nel corso del processo in svolgimento a Palermo sulle “talpe della Dda”, cioè di quanti, all’interno dell’amministrazione pubblica e delle forze dell’ordine, stavano (e magari stanno) in combuta con la mafia, passando informazioni preziose a Cosa Nostra. Le indagini sembrano avere tolto il coperchio da una pentola piuttosto grande e piena di porcherie, e non è certo la prima volta che Cuffaro viene accusato di favoreggiamento nei confronti di Cosa Nostra.
La cosa preoccupante, però, è che il processo potrebbe svolgersi altrove, e non a Palermo. I difensori, infatti, hanno chiesto di spostare il processo perchè la situazione di Palermo, a loro dire, non è serena, ma “grave”.
Quando una persona (un politico importante accusato di reati gravissimi, magari), in Italia, è nei guai con i giudici, ha a propria disposizione un’arma micidiale: chiedere di essere giudicato da altri giudici. In teoria potrebbe essere un atto di civiltà, godere di questa garanzia. In pratica, si tratta di una via di fuga per i peggiori personaggi del nostro paese, che in un modo o nell’altro la fanno franca, e poi passano il tempo a screditare chi ha lavorato per scoprire le connivenze, gli atti illeciti, i reati.
Speriamo stavolta non sia così, e attendiamo la sentenza della Cassazione, chiamata a pronunciarsi in merito alla richiesta di trasferimento del processo.
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Veltroni, a quanto pare, vorrebbe Veronica Lario nella sua “Squadra”. Mi limito, neanche troppo confuso, ad un no comment.
Continuo a segnalare articoli sulla questione Grillo e antipolitica. Oggi Sartori ha pubblicato un articolo sul il Corriere.it, a mio giudizio meno pretenzioso e più diretto di quello di Scalfari apparso sulla Repubblica qualche giorno fa. La polemica non si placa, e mi sembra normale. Dove porterà?
Oggi su Repubblica è stato pubblicato un editoriale di Eugenio Scalfari a proposito del V-day, e più in generale, sul rapporto fra individuo e politica, fra cittadino e massa. Molto interessante, soprattutto ora che la sbornia sembra essere passata.
L’8 settembre si svolgerà il V-day, organizzato su iniziativa di Beppe Grillo.
L’iniziativa è finalizzata ad ottenere, tramite un’iniziativa di legge popolare (disegno di legge), tre obiettivi:
1) Persone condannate con sentenza penale non devono più potersi candidare.
2) Gli incarichi elettivi devono diventare temporanei, e quindi non durare più di due legislature.
3) I cittadini devono potere scegliere i propri candidati, tramite elezione diretta.
Il V-day si svolgerà in tutta Italia, ma anche all’estero. Io sarò presente al meet-up di Dublino
Veltroni sembra un pò intimorito da questa inziativa.
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Mi rendo conto di avere dato luogo ad alcuni fraintendimenti in relazione al post “No a Veltroni”. In questo senso, cerco di precisare meglio il senso del post, rimandando ai commenti la risposta ai vari commenti.
Non era mia intenzione additare Zoneattive come responsabile della situazione generale degli stagisti a Roma. La gerarchia di persone strapagate non è certo composta dai ragazzi che da anni portano avanti con impegno il lavoro di Zoneattive.
Era mia intenzione, e tale rimane, fare riferimento ad una situazione generale, e parlarne per spiegare che la gerarchia che fa riferimento a Veltroni e che prende decisioni che stanno a monte dell’organizzazione delle attività culturali di Roma rappresenta un male per l’Italia.
In ogni caso, resta l’amarezza per una situazione, quella italiana e romana in particolare, che offre poche speranze di successo a chi decida di provare a farcela nel campo dell’imprenditoria culturale. E che comunque svilisce chi comincia a lavorare. E’ una cosa che mi fa star male, e trovo giusto parlarne.
Comincio ad elencare i motivi per cui non voterei mai Walter Veltroni, nè alle “primarie” del Partito Democratico, nè alla Presidenza del consiglio. Sono sempre più convinto che la sua elezioni rappresenti, per l’Italia, un male nascosto da una patina di affabilità e simpatia.
Prima di cominciare un avviso: non sostengo nessun partito, nessuna fazione politica e nessun rappresentante di questi organismi. La mia convizione è che in Italia tutti gli schieramenti siano pesantemente coinvolti nel generale degrado del Paese.
Ma andiamo con ordine, partendo da quello che è uno dei cavalli di battaglia di Veltroni: la cultura.
Prima di trasferirmi in Irlanda, ho passato sette anni a Roma, in cui ho studiato Scienze della Comunicazione e conseguito un master in Marketing, Management e Comunicazione della Musica. Ho quindi cominciato ad occuparmi di organizzazione di concerti e management musicale (www.sporcoimpossibile.it) per poi lavorare all’organizzazione di Fotografia - Festival Internazionale di Roma.
FotoGrafia viene organizzato ogni anno da Zoneattive (per cui svolgevo lo stage) con i soldi del Comune di Roma. Il Comune stanzia, Zoneattive progetta e alla fine si adatta alle condizioni economiche e organizza il festival.
Ogni anno il Comune stanzia cifre ingenti. E le stanzia anche per la Festa del Cinema e altre iniziative.
Il Festival di Fotografia si vanta di essere fra i più importanti a livello europeo, e per qualità e varietà delle opere questo è vero. Quello che però dovrebbe scandalizzare, e che passa per normale, è che FotoGrafia conta sul lavoro di molti stagisti (quest’anno eravamo in 5) che percepiscono zero o qualcosa come 200 euro al mese di rimborso spese. Io ero uno di quelli gratis. E FotoGrafia e’ solo una goccia nel mare delle attivita’ culturali organizzate con i soldi del Comune di Roma e il sudore gratis degli stagisti. Cosa c’entra il Comune, e nella fattispecie Veltroni?
C’entra che il Festival viene organizzato da una gerarchia di persone totalmente sclerotizzata, iperpagata (uno per tutti, il direttore artistico del festival Marco Delogu)e che difende i propri interessi a discapito di ragazzi che fanno anche le 6 di mattina senza percepire neanche un rimborso.
C’entra che in Italia, e Roma si conferma capitale anche in questo, troppe persone giovani con la voglia di fare vengono costantemente prese per il culo; il loro impegno, la loro preparazione, sono sfruttati, e il mix con la penuria di opportunita’ e’ micidiale. Lo stagista sta male ma non vuole fare altro, non vuole cambiare, perche’ sa che fuori, senza raccomandazioni varie, non trovera’ un bel cazzo da fare.
E c’entra che a Roma, se non entri nel “giro delle conoscenze”, non riesci neanche a strappare uno stage gratis. Alla faccia dei buoni propositi, dei mega ospiti in giuria e dei concerti all’aperto. Una leggera forma di oppio per un popolo addormentato e avvilito, ecco cosa credo siano le attivita’ culturali promosse dal Comune di Roma. Cose bellissime, a viverle da turista. Meno lavorandoci o sapendo come funzionano.
Veltroni, da parte sua, arriva con calma alle conferenze stampa e comincia a parlare di Roma Capitale, dell’impegno per la cultura, e poi dei Rolling Stones (una delle poche cose di cui si appassiona davvero, insieme ai Beatles).
Tutto ciò facendo finta di non sapere che i ragazzi in piedi di fronte a lui, che portano in sala gli scatoloni delle cartoline e dei programmi, vengono sfruttati.
In generale, Roma resta una città arretrata, provinciale, dove i servizi non funzionano e molta gente guadagna stipendi da fame per essere maltrattata (alla fine non era il mio caso, quello dei maltrattamenti), sporca, in mano ad una mafietta di potenti che circonda il Sindaco (Bettini per tutti?). Nessuno può davvero riuscire a fare imprenditoria culturale contando solo sulle proprie forze a Roma. Bisogna avere amicizie, importanti. E tempo da spendere in strette di mano, sorrisi e pacche sulle spalle.
Gli stagisti a sera tornano a casa. Spesso speranzosi per il fatto di avere almeno qualcosa da fare durante la giornata. Quando Veltroni parla dei Beatles non lo ascoltano, o forse percepiscono le sue parole e poi le mettono nel dimenticatoio. Hanno troppa fame per pensare a queste solenni cazzate del Sindaco dal sorriso buono.
De Gregori mi ha molto colpito con le sue dichiarazioni su Veltroni. Ecco il link all’intervista a il Principe.
dal blog di Beppe Grillo
Da qualche giorno i quotidiani italiani parlano con insistenza dell’inchiesta della magistratura sulla probabile evasione fiscale di Valentino Rossi, che dopo essersi diplomato con Cepu probabilmente si è fatto furbo e ha deciso di scappare e non pagare le tasse.
Ma due giornalisti del Secolo XIX di Genova, Menduini e Sansa, denunciano qualcosa di ben più grave: un’evasione da 98 miliardi di euro in imposte non pagate, addirittura, dai Monopoli di Stato. Siamo al paradosso continuo. Lo Stato che non paga le tasse a se stesso.
E allora mi viene da pensare, e se fosse vero? E se attaccare un minchione come Valentino Rossi fosse solo uno stratagemma per non parlare d’altro?
Ecco il link alla lettera dei due giornalisti al direttore dei Monopoli di Stato.
Paura.
Prometto di articolare meglio nei prossimi post lo slogan che sto per lanciare:
No a Veltroni
Così, me lo sentivo….
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