In colpa
Sono in vacanza fino a domani e non ho pensato ad organizzarmi per il voto.
Avrei dovuto chiedere i documenti mesi fa. Non l’ho fatto e quindi non potrò votare.
E per questo mi sento in colpa.
(non venitemi a dire che si sa come andrà…)
Sono in vacanza fino a domani e non ho pensato ad organizzarmi per il voto.
Avrei dovuto chiedere i documenti mesi fa. Non l’ho fatto e quindi non potrò votare.
E per questo mi sento in colpa.
(non venitemi a dire che si sa come andrà…)
Aggiornamento:
e’ caduta la maschera del clown: http://www.timesonline.co.uk/tol/comment/leading_article/article6401859.ece
Se lo vedete per strada, prendetelo a pomodori in faccia.
Rassegna stampa estera sul Banana:
Financial Times (UK) – richiede la registrazione
E ora l’angolo delle scommesse: per me il Banana cade prima di Natale. E sarà un fuggi fuggi di topi che cercheranno altre case.
“Secondo me non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo, Ciechi che vedono, Ciechi che, pur vedendo, non vedono” (Cecità – Josè Saramago)
E ciechi bisogna essere per non capire che l’Italia è un paese assopito, di indifferenti che lasciano scivolare la catastrofe, abbagliati dai lustrini e dalle scimmie in giacca e cravatta che parlano in tv.
E che è arrivato il momento di rompere i coglioni a destra e manca per fare capire la pericolosità della mafia del racket e di quella annidata nel Governo, la pericolosità dell’ignoranza arrabbiata dei bifolchi leghisti al Governo, la pericolosità dell’indifferenza di chi vorrebbe gli immigrati gettati in mare, le veline a rappresentarci in Europa.
Un cumulo enorme di merda che bisogna pur cominciare a spalare.
In its last two issues, The Ecomist has published three articles on Berlusconi.
I recommend to read them, here you find the links:
“Le veline candidate? Ciarpame senza pudore per il potere” [...]“Qualcuno – osserva Veronica Lario – ha scritto che tutto questo è a sostegno del divertimento dell’imperatore. Condivido: quello che emerge dai giornali è un ciarpame senza pudore, tutto in nome del potere”.
L’articolo lo trovate qui
Un solo dubbio. Ma deve essere lei a dirlo? Comunque, da applausi, una delle commedie migliori degli ultimi anni. Non fossimo un paese in crisi, dovremmo pregarli di andare in tv con il bagaglino.
Dopo avere letto il post del mio caro cirellus, sento il bisogno di pubblicare anche io questo video.
Però stavolta non è per rabbia, per disgusto, per indignazione o per esasperazione. Dopo averlo visto, provo solo pena.
Ieri, per la prima volta che io ricordi in anni, la Repubblica.it titolava con “La Mafia pronta” a proposito degli appetiti mafiosi per la montagna di soldi che sta per arrivare in Abruzzo per la ricostruzione post-terremoto.
Ho pensato fosse importante. Come se la parola e il concetto di mafia, spesso ignorati, tornassero finalmente in primo piano. Se una cosa non viene comunicata, d’altra parte, sembra non esistere. Ma la mafia è profondamente reale.
Report ha realizzato un’interessantissima puntata sulla situazione di Catania; la puntata e’ stata trasmessa ieri su RAI3. Stamattina c’era un articolo su Repubblica.it che ne parlava ma non lo trovo piu’. La trovate qui.
Grazie a Roberta per la segnalazione del link.
Ripeto: è a Sud che l’Italia deve affrontare e sconfiggere i propri demoni. Senza inutili isterismi. Con l’informazione, la riflessione e l’impegno di tutti a parlare di queste cose.
Premessa. Dopo questo post, cercherò di diminuire drasticamente il numero di post riguardanti la situazione politica ed economica italiana. Per diversi motivi, che magari elencherò quando li avrò più chiari.
Ieri il blog di Beppe Grillo ha pubblicato un post dal titolo “Sicilia“. Leggo abbastanza spesso il blog di Grillo; ne apprezzo l’impegno e molti dati interessanti. Mi convincono meno alcune analisi e alcune delle conclusioni che propone. Nel caso del post sulla Sicilia, credo nella bontà delle intenzioni ma vorrei sottolineare alcuni elementi.
A conclusione del post, si dice “L’Italia non ha fatto bene alla Sicilia. Forse, da sola, la Sicilia può risorgere. Con l’Italia, questa Italia, può solo affondare.”.
Questa, a mio avviso, è una conclusione poco utile.
Sono siciliano e profondamente orgoglioso di esserlo. Come la maggior parte della gente che conosco e che viene dalla mia regione, mi considero altrettanto italiano, ed altrettanto orgoglioso di esserlo. Si potrebbe obiettare che c’è poco di che essere orgogliosi di essere italiani, o anche siciliani, in questi anni. Io invece penso che se il paese sia a pezzi è proprio perché manca l’orgoglio di chi il paese lo compone.
Ridurre l’Italia a un gruppo di tribù divise tra di loro è l’obiettivo di chi l’Italia l’ha rovinata, e parlare di Sicilia autonoma in termini banali è uno sbaglio piuttosto grossolano. Il populismo facile, le conclusioni affrettate, le banalità dettate da reazioni d’orgoglio momentanee non contribuiscono a risolvere i problemi; aiutano solo a peggiorare l’esaurimento nervoso.
Credo sia antiquato parlare in termini di tribù quando ci riferisce a un popolo. I siciliani non sono una nazione, non lo possono essere. Così come non lo possono essere i padani. O i romani, i sardi, i campani, i pugliesi. Dobbiamo renderci conto che giocare sulle divisioni di un popolo aiuta solo i demagoghi, chi fa populista di mestiere. In un mondo che permette scambi comunicativi immediati da una parte all’altra del pianeta dovremmo riuscire a fare meno di categorie interpretative vecchie, che definiscono parti di un popolo per dividerle.
Io penso, sono profondamente convinto, che l’Italia debba ripartire dal Sud. E non perché il Sud è bello o perché c’è il mare. Ma perché è a Sud che l’Italia deve affrontare e sconfiggere i propri demoni. Bisogna conoscere il male, che è composto da mafia, ndrangheta, camorra, corruzione, ignoranza, immobilismo sociale, e combatterlo a viso aperto. Bisogna conoscere i propri demoni per poterli affrontare. Non è facendo appello all’esorcismo del campanilismo che otterremo un paese migliore. Non chiudiamoci a riccio. Smettiamola di sparare banalità su chi viene dal villaggio accanto al nostro.
Le parole di Giuseppe Fava suonano quanto mai attuali oggi.
Quando vi sentite dire che si l’Italia è in crisi da tempo, ma proprio grazie a questo sente meno il morso della crisi economica attuale, fermatevi a pensare sul perchè il paese sta male da così tanti anni. Sul perchè ci siano così tante morti bianche per mancanza di sicurezza sul lavoro, così tanti precari, così tanta ingiustizia sociale. Così tanto vuoto e mancanza di Stato.