Changeling

Changeling di Clint Eastwood - con Angelina Jolie

Tratto da una storia vera, il nuovo film di Clint Eastwood lascia sconvolti per la sua profondità e bellezza. Per il regista Eastwood ho sempre avuto un’ammirazione sconfinata, nata quando vidi per la prima volta, in televisione, Un mondo perfetto. Tantissime le cose che mi avevano colpito di quel film: l’interpretazione di Kevin Costner, l’ambientazione nella provincia americana, la storia del rapporto tra il bandito e il bambino rapito, la crudeltà del mondo perbene e il tormento del polizziotto che fa parte della società “buona” e scopre come il male sia sempre relativo e non confinabile negli stereotipi dei ruoli sociali. Indimenticabile, per me,  la scena di Costner che costringe la madre (o la nonna, non ricordo) e il bimbo nero a ballare mentre lui picchia il padre perchè maltrattava il bambino. Un senso di giustizia violata pervade il film, una giustizia offesa nella parte più reale, quella che vive sulla pelle delle persone.

Anche in Changeling c’è una bontà distrutta, quella del rapporto fra una madre e il figlio. Ma a rendere il dolore della madre ancora più straziante è il malaffare di chi dovrebbe garantire il bene della comunità e invece specula sulle disgrazie della gente per continuare a gestire i propri affari loschi; in questo caso si tratta della polizia di Los Angeles, corrotta e volgare, che impone alla madre un ritrovamento completamente falso. Di fronte al tentativo di distruzione dei propri affetti più intimi, la madre reagisce e porta avanti una battaglia sanguinosa. Ad aiutarla, persone che non la conoscono ma che credono nel bene, nella forza della coesione delle persone (grandissimo John Malkovic nel ruolo del reverendo).

Ancora una volta Clint Eastwood racconta una storia straziante, che fa male perchè vera ma soprattutto perchè rifiuta di cadere nello stereotipo di una contapposizione banale tra bene ed male. A vincere, con estrema sofferenza, è l’etica di chi combatte credendo di avere il dovere di cambiare le cose. E alla fine non ci sarà un eroe a regalare un finale felice, ma una serie di persone che hanno lottato per ottenere giustizia.

2 thoughts on “Changeling

  1. real_gone

    Gran bella recensione, Alfredo! Aumentano i miei rimpianti per essermelo fatto scappare… spero di riuscire a recuperarlo…
    mi colpiscono molto le ultime parole della tua recensione; condivido assolutamente il giudizio su Eastwood e sul suo modo di trattare bene e male, di renderlo fuori dagli stereotipi. Mi sforzo di cercare fuori dalla mia finestra personaggi la cui etica sia come quella che hai descritto: etica di chi combatte credendo di dover cambiare le cose. Qui tutto grida che è tempo perso, e a cicli sia dileggia anche chi lo ha fatto o ci ha tentato, nel passato. Si vive di solo presente e immediato godimento; gli ideali sono tanto sullo sfondo che se ne sono persi i dettagli.

    Oh oh… mi sa che sono andato off topic… perdona lo sfogo, Alfredo, e complimenti per la recensione!

  2. Sor Vichi

    Fredo, non so proprio: te l’ho rimandata due volte… mah! Comunque, occasione in più per esser breve: a inizio anno ho un mezzo progetto di venire a Dublino. Forse saprai che sto insegnando italiano a stranieri e inglese a ragazzetti deficienti in una scuola di lingue.
    Sono in attesa (spero non eterna) di essere preso in qualche graduate program in USA, ma è dura soprattutto beccare la borsa di studio, e in più devo rifare il TOEFL che sta scadendo… insomma non mi farebbe male un periodo in zone anglofone. Insomma, ti rimollo ‘sta scocciatura (ovviamente quando hai tempo, non c’è fretta) di darmi qualche info su Dublino: più che altro di che budget dovrei disporre in attesa di trovare lavoro! Puoi rispondermi qua: sorvichi@gmail.com

    Grazie mille! A presto!

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