Dublino – Havana

La giornata comincia male, quando capiamo che Air France ha cancellato, causa maltempo, il nostro volo da Dublino a Parigi, dove dovremmo imbarcarci per l’Havana. Io e Alex (Paolo e Jean-Yves sono già a Cuba) abbiamo zaini carichi di roba sulle spalle e poche ore di sonno visto che il volo è presto la mattina.
Dopo alcune ore di attesa, la fortuna comincia ad aiutarci: la tipa che lavora al banco informazioni di Air France a Dublino è italiana, ci prende in simpatia e ci dice di aspettare: potremmo riuscire a imbarcarci sul volo successivo per Parigi, sempre che parta. Ma il volo è in overbooking. Continuiamo ad aspettare in mezzo a una folla di gente nella nostra condizione, fino a quando la tipa, stressata, ci fa cenno di andare al gate: è riuscita a infilarci in business class. Non ci crediamo, almeno fino al momento in cui non saremo sull’aereo con le cinture allacciate.
Lasciamo gli zaini al check-in e corriamo per prendere il volo. Atterrati a Parigi, il nostro aereo resta fermo un’ora sulla pista senza parcheggio, mentre ci dicono che il volo per L’Havana è stato spostato alle 16.35; sono le 16.25 quando scendiamo dall’aereo.
Ora, non so se avete presente Charles de Gaulle. E’ infinito. Prendiamo un autobus per il terminal giusto, e arriviamo intorno alle 16.40, facciamo il check-in e via verso Cuba.

Malecon, Havana

Malecon, Havana

Naturalmente ci hanno perso il bagaglio. Dopo quasi 24 ore di vole e almeno 3 di attesa per le valigie, decidiamo di andare alla nostra casa particular e richiamare l’indomani l’aeroporto.

La casa di Carlo e Yeni si trova nel Vedado, un vecchio quartiere residenziale dove la bellezza è ancora ben presente tra le facciate decadenti degli edifici, in mezzo alle strade mezze scassate ma piene di bolidi anni ’50 di importazione americana. Yeni ci accoglie con calore, ci chiede del viaggio, e ci rilassiamo mentre raccontiamo del viaggio.

Il giorno dopo, a L’Havana c’è il sole. Ed è così forte che ci si scotta subito, soprattutto dopo mesi di inverno irlandese. La città ti accoglie bene, tutto ti incuriosisce, e per ogni Chevrolet o Buick che vedi la sorpresa è sempre uguale, e grande.

Yellow car Havana Cuba

Yellow car in Old Havana

La giornata scorre tra camminate, strade piene di gente, sole. Finiamo a mangiare da Dona Julia, nella città vecchia. Ci sono 4 tavolini, diverse statuette di Buddha,  poi un altarino con: una statuetta di Gesù, quella di un indiano, due cani, tre bottiglie vuote di birra. E un quadro, con un dipinto eccellente: una tigre, un leone, una amazzone a petto nudo nel mezzo della giungla. Il riso con fagioli e il maiale sono squisiti. La Cristal diventerà da questo momento la mia birra preferita. I sigari, al rientro all’ora del tramonto sul Malecon, il lungomare di Cuba, mi faranno completamente scordare del bagaglio.

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