Il Divo

Finalmente sono riuscito a vedere “Il Divo” di Paolo Sorrentino.

il Divo

Mi ha spiazzato, e si è rivelato per certi versi superiore alle mie attese

A parte la stupenda interpretazione di Servillo nel ruolo di Andreotti, il film è stilisticamente coraggioso, costruisce un personaggio grottesco e al tempo stesso parla di fatti reali, documentati. L’uso delle musiche è spiazzante, forse ancora più che nei film precedenti di Sorrentino.

Per una recensione più ampia, vi segnalo quella di OndaCinema, con cui mi trovo sostanzialmente d’accordo.

10 thoughts on “Il Divo

  1. il vile

    Eh fredduzzo

    Io invece ho avuto la conferma che io con Sorrentino non ho niente a che spartire. Mi sembra un cazzone che non ha nulla da dire oltre se stesso. Aggiungo che pure Servillo mi ha assai deluso.
    Film piacione, virtuosistico, inutile e concettualmente fiacco.
    Io il grottesco non ce l’ho visto, per dire…

    Le chicche ci sono, ma sono sparse, isolate, montate da una bambino delle elementari.

    No, non ci sto. Se questo è il risollevare la testa della cultura italiana. E’ crisi, senza via d’uscita.

    Perdonami, ma mi fa rabbia.
    Abbasso Sorrentino.
    Viva Fredduzzo, siempre.

    E.

  2. real_gone

    Credo che chi mi ha preceduto nei commenti nutrisse delle aspettative esagerate sul film di Sorrentino. Non penso che sia un film epocale, sia chiaro, ma mi sembra sia efficace nella critica a quel sistema di potere che purtroppo è progenitore di quello attuale. E lo fa con un tono ironico e surreale; lo spettatore sa bene che la ricostruzione offerta dal film è parziale, ma quello che resta impresso è il feroce e grottesco dipinto del potere, dell’idolatria di questo mezzo (che, per l’appunto, da mezzo è diventato “fine”). Così ho vito il film di Sorrentino, e sono d’accordo con Alfredo nell’apprezzare la scelta delle musiche (Andreotti rockstar?). Se la denuncia avesse assunto dei contorni più aspri, seriosi, più “documentaristici” sarebbe stato un film meno efficace perchè dichiarato di parte, inattendibile. Così invece, secondo me, colpisce meno forte ma discredita di più.
    A rileggerci,
    r.g.

  3. il vile

    No no, non avevo nessuna aspettativa (a parte Servillo), visto che nessun film di Sorrentino mi è andato oltre al fastidio.
    E’ proprio un modo di fare cinema che non mi piace.
    E’ una generazione di registi che non sono più cineasti, hanno acquisito tanta tecnica, tante nozioni, tante iperboli, forse anche tanta bizzosa fantasia, ma nessuna dote nel saperle gestire o amalgamare, nessun interesse nè per la grammatica nè per la drammatica dell’arte cinematografica.
    Il tutto immancabilmente e definitivamente, A MIO PARERE.

    E a questo mi riferivo. Sull’impatto sociale è un discorso diverso. E’ pieno di film brutti che sono importanti per quello che dicono e quando lo dicono. Troppo facile.
    Io mi limitavo al discorso “artistico”.
    La scelta del grottesco per descrivere i potenti non è certo originale per la cinematografia italiana e vanta precedenti con cui il paragone è davvero impietoso.
    Questo ha preso una cifra stilistica che fosse ideale per le sue pippe da regista e per parlare di un tema scomodo in modo popolaresco, senza alla fine dire nulla oltre il non detto che sappiamo tutti.
    Scusate ma alcuni montaggi e alcuni raccordi sono da studentello dell’ultimo banco del Centro Sperimentale, per non parlare dell’assoluta mancanza di una struttura o di una gestione patemica o drammatica. E’ un’accozzaglia di idee alla rinfusa. Come tutti i suoi film, poco più che pretestuosi.

    ecco lo sapevo ho esagerato usando termini di cui non so neanche il significato.
    però ci credo lo stesso eh :)

    E.

  4. Alfredo

    Enri,
    il tuo punto di vista è molto interessante.

    Non sono molto d’accordo sulla pretestuosità del tutto, ma sul fatto che Sorrentino non faccia mistero del fatto di sentirsi bravo non la penso molto diversamente da te.
    Già ne “Le Conseguenze dell’amore” avevo avuto l’impressione che il regista volesse mostrarsi colto e innovativo.

    Discorso a parte meriterebbe invece “L’uomo in più”, che mi è sempre sembrato un film molto più diretto.

    Ma tornando a “Il Divo”; come dice Real Gone, forse uno stile più asciutto avrebbe potuto prestarsi a interprazioni troppo facili. Io penso che Sorrentino voglia evitare questo a monte, quasi avesse paura di scendere al livello comunicativo dei media italiani, e proprio per questo si lancia con trovate più o meno discutibili.

    Tuttavia, penso che alcuni particolari contribuiscano parecchio alla riuscita di questo film: la lentezza esasperante di alcune parti , l’attenzione per la fisicità del personaggio Andreotti, e le facce dei mafiosi nella seconda parte.

    Ma alla fine, più che questo, mi è rimasta una sensazione di inquietudine per un personaggio reale che da sempre accompagna le vicende del paese. Ma come dici tu, qui siamo già sul piano sociale e non più su quello artistico.

  5. Sor Vichi

    Perdonate la prosaicità, cari amici cinefili (nonchè cinofili): ma avrei voluto dire anch’io la mia su questo film, senonchè dopo una tre giorni di tenace download mi è spuntato un pornazzo lesbo asian! Se volete vi racconto la trama… Ma non è che brillasse per originalità! E comunque, pur di non rinunciare a sparare sentenze (a vanvera): io quando ho visto Le conseguenze dell’amore sono stato tentato di uscire dal cinema per un paio di volte! Sarà pure che ero lì per Risate di gioia e poi per problemi tecnici cambio di programmazione a biglietto pagato! Per carità, mostruoso Servillo (metamorfosi del personaggio impressionante), saporitissima la nipotina Magnani, suggestive le atmosfere ma giusto per quei dieci minuti… poi mi è sembrato mestiere autocompiaciuto col vestito buono dello sperimentalismo (che poi, cosa ne so io di sperimentalismo? Ma tant’è…) E alcune scene ai limiti del ridicolo (ahimè, involontario?): cito a braccio “Sedermi a questo bancone temo sia la cosa più pericolosa che abbia mai fatto” Poi leggo e sento in giro che era un film bellissimo. E mi ripeto che probabilmente di cinema non ne capisco granchè, ma forse non tanto di meno di chi ti dice che una cosa è bellissima e poi non ti spiega perchè!
    Scusate le lungaggini, grazie dello spazio Freduzzu!

    P.S.
    Cirello è passato da quelle parti, eh?
    Pinte a nastro, I suppose!

  6. real_gone

    Condivido l’aggettivo “saporitissima” per olivia magnani, che spero di vedere presto in un piccolo film di un regista (molto intellettuale) acese, Un amore di Gide. Il regista è Diego Ronsisvalle, che filmò già un altro racconto del fratello Vanni, Gli astronomi (sulla costruzione della meridiana nella cattedrale di Acireale… Alfredo, neanche un po’ di saudade?:-))
    Non sono così competente per valutare gli aspetti tecnici di un film, per cui mi fido di quello che scrive “il vile”. Una cosa la condivido, consapevolmente, che tanti altri film che hanno utilizzato gli stessi espedienti “narrativi” sono stati superiori, ad esempio “La grande abbuffata” di Ferreri.
    A rileggerci,
    r.g.

  7. Alfredo

    Ehhh caro SorVichi, le incognite del web :-)
    Sono anche io d’accordo sulla Magnani.
    Il film mi è piaciuto, anche se i vostri commenti mi fanno vedere il tutto sotto un’altra luce…interessante.
    Purtroppo non ho visto ancora “Gli astronomi”, caro real_gone, mi riprometto di farlo al più presto; ma la saudade è già partita…
    Nel frattempo, qualcuno di voi ha visto “Galantuomini”, l’ultimo film di Winspeare? Dovrebbe essere in questi giorni nei cinema in Italia, e sembra promettere bene.

    p.s. Sor, il prode Cirello è stato qui; non appena arrivato, l’ho portato a giocare a pallone, solo che durante la partita mi sono beccato una distorsione di 2 livello alla caviglia sinistra, cosi dopo qualche birra mi sono dovuto arrendere e stare a casa per 4 giorni. Cirello non è si ovviamente scoraggiato ed ha proseguito il suo viaggio verso le Isole Aran…ma scommetto che lui potrà raccontarti meglio. Al suo ritorno ha cucinato una lasagna da dieci e lode!

  8. real_gone

    A proposito di “Galantuomini” di Winspeare… Turi Pittera del Cinecircolo Aciclub ce lo ha fatto vedere giovedì e sono rimasto veramente deluso. Anch’io come te, Alfredo, pensavo dalle recensioni che si trattasse di un film di un certo interesse… e invece devo dire che è un lavoro davvero deludente, con una Donatella Finocchiaro non convincente nei parti della mafiosa, e una storia di cui non sono riuscito a capire il senso. Un racconto che, sebbene speri di mostrarsi innovativo e insolito, non aggiunge di fatto nulla ai numerosi film (di gran lunga migliori) che hanno affrontato il fenomeno mafioso. Leggerezze da cinema amatoriale. Involontaria comicità di certi dialoghi. Tentativo irrealizzato di demitizzare il sistema mafioso. Storia d’amore tra diversi, e tra i diversi interessi e aspettative di un uomo e una donna che hanno scelto le opposte barricate – storia che non commuove, non fa riflettere, non mostra alcun significato. Per fortuna ci hanno risparmiato l’happy end.

  9. Alfredo

    Grazie mille real_gone per avermi fornito questi dettagli. Certo mi delude che il film non sia stato all’altezza delle aspettative, cercherò di vederlo comunque presto. Ci vediamo in questi giorni di festa.
    un abbraccio
    Alfredo

  10. real_gone

    Se sei qui ad Acireale con vero piacere… perchè non ho in programma un viaggetto in Irlanda… ;-)
    In questi giorni torna da Roma anche Giovanni Torchia, potremmo vederci tutti insieme.
    Alla prossima
    r.g.

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