Ora che è tardi, e ti scrivo

Ora che è tardi, e che ti scrivo, la lampada accesa sul caminetto spento, vedo il tuo sorriso nella foto del mio matrimonio, e ti vedo poggiare la tua mano sulla mia spalla.

Vorrei dirti che provo ora a spiegarti tutto, a condensare in frasi anni di vita, di amore e di emozioni, di viaggi e di distanze, di cose che non saremmo mai riusciti a trasmetterci con semplici parole.

Ma sono le piccole cose, mamma.

Il caffè che preparavi la mattina, quando ero ancora a letto e tu mi chiamavi per dirmi che era pronto, ed io che ti prendevo in giro per quell’unica volta in cui, anni prima e per sbaglio, al posto dello zucchero avevi messo il sale.

Le finte botte che minacciavi, ridendo, di darmi quando facevo il supponente o l’adulto navigato. Mi dicevi sono sempre tua madre, e possono suonartele ogni volta che lo ritengo giusto. Poi nascondevi il viso tanto soddisfatto da questa battuta.

Mi struggeva vederti al balcone, nei pomeriggi d’estate, quando aspettavi di vedere l’auto che mi portava in aeroporto scomparire in fondo alla strada, e mi salutavi con la mano e con l’anima.

E scherzavo sempre, con papà, sulla telefonata che arrivava così puntuale appena atterrato: non avevo il tempo di accendere il telefono, ne avevi già fatte tre o quattro a vuoto prima di trovare la linea e riuscire a chiedermi se fossi arrivato.

Mi innamoravo a vederti sorridente. E quando ti rabbuiavi, mi intestardivo fino a litigare, perché non sapevo accettare di vederti affaticata, o solo pensierosa.

Quanto ho faticato, però, a capire la lezione più grande, su come capire gli altri aldilà della ragione. Tu hai sempre saputo mescolare l’amore e la pazienza, l’intelligenza e l’intuizione. E io, che mi perdevo dietro problemi che credevo insormontabili, solo adesso comincio a intuire quanto semplice sia l’amore.

Sai, sotto casa sono tornati a farsi vedere i conigli. Li avevo dati per scomparsi, con tutte quelle case nuove e il verde dei giardini lasciato ad appassire. Tornerò sempre a guardarli, ogni volta che sarò a casa. E ti penserò ancora sorridente ad aspettarmi sul balcone.

 

 

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