Dove per cozze non si intendono schiere di ragazze polacche, ungheresi, olandesi, irlandesi etc. dall’aspetto poco attraente, ma il mollusco commestibile sulla cui produzione e preparazione diversi paesi, europei, si contengono un primato.
Il Vostro, che apprezza questo tipo di molluschi commestibili ed è capace di mangiarne ingenti quantitativi, si è preso la briga, durante alcuni viaggetti del week end fatti durante gli ultimi due anni, di provare le cozze di diversi paesi al fine (esclusivo) di valutarne bontà e preparazione.
Ecco a voi una lista con giudizi:
Scozia: ho mangiato le cozze al Mussel Inn di Edinburgo a giugno, in compagnia di Graziella, Angelo e Santo. Abbiamo preso le cozze “al naturale”, cioè semplicemente stufate. Gli scozzesi usano prepararle, in questa versione semplice, con un pò d’olio. Si tratta appunto della versione meno elaborata (ne esistono con diverse creme e sughetti). Giudizio: rivelazione; le cozze scozzesi di Edinburgo al naturale sono spettacolari, piene al punto giusto e saporite. Prezzo: 9,50 sterline al Kg. Promosse a pieni voti.
Irlanda: dopo diverse delusioni legate al fatto di non riuscire a trovare granché in termini di pesce e frutti di mare in giro, soprattutto sulla costa est, a fine ottobre sono andato con Emanuele e Alex ad Howth, un paesino di mare a nord di Dublino, e abbiamo mangiato da Ivans . Le cozze vengono dalla baia di Dublino, e nella loro versione più semplice sono cucinate con una cremina al sapore di aglio, cipolla, olio e prezzemolo. Servite con chips (eccellenti) come contorno, le cozze di Howth sono state una bella sorpresa; piene ma non grandissime, sono molto gustose e se accompagnate da un buon vino possono dare belle soddisfazioni. Prezzo onestissimo: 10 euro per una pentola (una porzione).
Belgio: le ho mangiate giusto pochi gironi fa a Bruges, da “De evende Hemel” (non trovo il sito), dove sono andato con Lucrezia. Le cozze al naturale sono cotte nella loro acqua con sedano e un pò di prezzemolo. Sono piuttosto piene, buone ma non clamorose. Prezzo altino, 19 euro una pentola da una porzione. Delusione pressoché totale erano state invece, l’anno scorso, le cozze di Chez Leon : piene di pomodoro, parmigiano, facevano di tutto per renderle saporite, col solo effetto di far perdere il gusto della cozza stessa.
Veniamo ora alle cozze regine, quelle che non temono rivali. Campanilismo d’obbligo qui (e spero i lettori non me ne vorrano per questo), il premio va’ alle cozze siciliane che ogni estate prepariamo con un manipolo di coraggiosi, in quantitativi industriali, per eventi come “Scarti Fish” o la Masculata; serate preziose, che vedono la cozza assumere un ruolo di reginetta. Preparata con olio e prezzemolo, la pepata (o impepata) è un trionfo di cozze ben piene (quasi sempre, a meno di fregature al mercato) e piene di sughetto. Uno dei nostri fornitori al mercato, oltretutto, ha tirato fuori la genialata della Tessera delle Cozze: ogni 50 kg, uno è gratis. Viva la cozzola.