I miei post.

Boss che ridono

Faccia normale e sorridente, quasi fosse contento di apparire davanti ai fotografi. Sicuro e tranquillo.

Non so a voi, ma a me i boss che ridono al momento del loro arresto fanno impressione: guardate le foto dell’arresto di Iovine, capo della mafia dei casalesi.

Quasi a volerci dire che non gliene frega nulla, che il suo mondo è ben più grande della sua misera persona e che lui, comunque, continuerà a comandare. Quasi a volere sfregiare ulteriormente il territorio che ritiene di sua proprietà. E forse, con la consapevolezza che il suo sistema è grande, si evolve, è avanti; e che non basta arrestare lui per fermarlo.

P.s. vi consiglio il post  ”Mafioso a chi?” del mio amico Cirello

The American

Nonostante la locandina alla James Bond e l’immancabile ruolo da seduttore di Clooney, sono rimasto colpito da The American.

Il film, diretto da Anton Corbijn (autore di moltissimi video clip e dello stupendo Control) ha uno stile secco, asciutto. La storia non fornisce spiegazioni inutili, e si concentra sulla necessità di fuga impedita del protagonista. Lo scenario abbruzzese, spoglio e straniante, è il contorno giusto per le poche parole di cui il film necessita.

Un finale azzeccato e una colonna sonora ben studiata (Corbijn conosce a fondo l’argomento musicale) rendono il film ancora più degno di essere visto.

A proposito della colonna sonora, ecco uno dei pezzi migliori, di Cuby and the Blizzards.

I feel good

Ritrovarsi con un 3 all’inizio della cifra dei propri anni ti fa pensare di essere finalmente entrato nella fase della maturità calcistica. E dunque l’esordio sui campi in erba di periferia a Bruxelles.

Per tutto il resto, ci sono birra amici e musica.

Vetiver

A volte le canzoni ti folgorano in un momento che resta unico. E allora poi le pubblichi sul tuo blog.

La verità a schiaffi

Gli unici due momenti di verità, di concretezza e vita reale, durante la prima puntata della stagione di Annozero, li hanno dati due operai, uno dello stabilimento FIAT di Termini Imerese che sarà chiuso entro il 2012, e uno della Fincatieri di Castellammare, a rischio chiusura anche questo.

Il primo, a Roma, in un botta e risposta con La Russa;

La Russa: “Ma picchi t’incazzi cco itu?” (Ma perché ti incazzi e punti il dito?)

Operaio: “Picchi stamu pirdennu u travagghiu, La Russa!” (Perché stiamo perdendo il lavoro, La Russa!)

Il secondo, urlando in diretta con lo studio: “Voi che parlate di case a Montecarlo, di complotti, di palazzi, voi la dovete smettere! Qui noi stiamo perdendo il lavoro. Voi la dovete smettere!!!”

Tutto il resto, dalle tesi del complotto di Bocchino, alla faccia di bronzo di Castelli, alla foga di Di Pietro, ai monologhi sgrammaticati di Santoro, é solo rumore fastidioso, chiacchere, autoreferenzialità. Sulla pelle di un’Italia che soffre, é solo merda.

Partire, tornare, andare

Partire, lasciare un’altra città a cui ho voluto bene ma che non sempre ho amato. A metà giugno ho lasciato Dublino, dopo 3 anni, viaggi verso la costa ovest d’Irlanda e macchine cariche di gente ad esplorare i posti, paesaggi più verdi di quelli che mi avevano raccontato, pub più belli e più sporchi di quanto avrei pensato. Della buona musica per strada, ottimi concerti in città, tre case cambiate, buone cene, aerei che vanno via dall’isola, pioggia insistente, vacanze al sole sognate e poi fatte davvero, vento, partite a pallone il venerdi di pomeriggio presto, i buoni amici e le loro ragioni.

Tornare, ad Acireale, in Sicilia, per un mese e mezzo come non facevo dai tempi dell’università. Stare a casa, sentire il tempo che passa un poco più lento, assorbire il sole e sentire che la pelle sta meglio, uscire la sera con una maglietta e avere ancora caldo, mangiare granite al mattino e organizzare mangiate di pesce con vino e chitarre per la sera, partecipare al festival, partire per due giorni in riva al mare e la campagna in fondo alla strada. Bagni ogni giorno, con i muscoli che dicono grazie per lo sforzo, buon vino da bere la sera.

Andare, verso Bruxelles. Una casa nuova da arredare, Ikea da maledire, la padrona di casa da comprendere, le abitudini da condividere, un lavoro nuovo che all’inizio si fatica a capire, colleghi e facce nuove, lingue nuove, delle buone pizzerie, un terrazzo stupendo, tempo variabile ma con ottime giornate assolate, viaggi in Germania sempre per lavoro, sere con persone nuove e accoglienti.

Ne sono successe e cambiate, di cose, dall’ultimo post su questo blog.

Forza Azzurri

Brancher, neo ministro senza deleghe in fuga dal processo,  si lamenta: gli italiani sono incacchiati per la Nazionale e se la pigliano con me. Da bravo tifoso, Brancher è rimasto incredulo e intristito come noi per l’eliminazione dal mondiale.

Ma del resto, brocchi i giocatori, brocchi l’allenatore, brocchi i Brancher. Viva la terra dei cachi.

Magma e Mizzica

L’estate porta bel tempo e buone nuove: abbiamo pubblicato la lista dei corti selezionati per l’edizione 2010 di Magma mostra di cinema breve.

Il festival si svolgerà dal 22 al 25 luglio ad Acireale, nel Chiostro di San Domenico.

Pochi giorni fa abbiamo anche lanciato la versione italiana di Mizzica.com, un negozio di dolci tipici siciliani. Vi consiglio anche di seguirci sul nostro blog sulla sicilia e di visitare la nostra pagina Facebook.

Slán leat

Le mie valigie non ne possono più di aspettare, e allora ho deciso di onorare il mio contratto nei loro confronti.

Si parte, slán leat Irlanda, slán leat Dublino.

Dopo 3 anni, vado via da questo paese e avrò tempo e modo di rimettere insieme pezzi di storie e ricordi, sommare e sottrarre, dividere per capire, rivedere le cose con una luce diversa.

Le mie prossime tappe sono già delineate, con la capitale d’Europa alle porte e una fermata di quelle buone ai box di casa mia.

Dublin soccer at sportsco

Nel frattempo, il buon Principe ha pubblicato un nuovo album e io lo ascolto mentre penso che sono contento.

Ristoranti e parrucchieri

Oggi sono andato a tagliarmi i capelli.

Con mia sorpresa, a tagliarmeli non è il solito tipo ma una signora rumena, sulla cinquantina, un pò matrona, con i capelli biondi tinti e la faccia simpatica. Capisce subito che sono italiano e ci mettiamo a parlare.

Mi dice che Dublino non le piace, anzi le fa schifo, e che invece lei ha vissuto in Italia, nel nord, e quelli si che erano bei posti, e si faceva una vita migliore. Le chiedo se le manchi la Romania, e lei mi dice di no; in compenso, le manca un sacco l’Italia.

Visto che mi sembra così fissata, le faccio qualche domanda da italiano ansioso e forse un pò complessato su temi come il razzismo degli italiani nei confronti dei rumeni:

Io: “Ma come ti trovavi con gli italiani? E’ vero che a volte sono un pò cattivi, chiusi?”
E lei: “Ma si, no, cattivi, buoni, un pò di tutto”
Io: “E dove lavoravi?”
Lei: “Ho fatto un pò tutto, ristorante, pizzeria…”
Io: “Ah ok. E poi sei venuta in Irlanda”
Lei: “Si si, poi ristorante ha bruciato…”

Resto interdetto.

Io: “…bruciato?”
Lei: ” eh…si, lui proprio stronzo, non pagava mai…poi ristorante ha bruciato…”

Comincio a temere per i miei capelli.
Ma il taglio viene bene, lei mi saluta quasi con affetto ché finalmente ha parlato un pò d’italiano dopo tanto tempo, pago e vado.