Su per il tuo, Umberto

Trogloditi, i leghisti hanno conquistato spazio e potere in 30 anni di storia italiana, fino a diventare il perno dell’ultimo governo Berlusconi. Incapaci, in buona parte dei casi, di mettere in fila due frasi in italiano senza errori grammaticali, e di esprimere concetti appena più profondi di quelli da chiacchera da bar, da pensionati mezzo avvelenati al tavolino.

Predicavano la rivoluzione in nome della semplicità popolare, e invece la loro volgarità ed ignoranza hanno solo reso più incredibile la giravolta con cui sono facilmente diventati corrotti, collusi, strapagati per non fare nulla.

A me piace pensare che la loro parabola triste e spavalda serva da lezione a chi  aveva considerato il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa un romanzo esotico, semplicemente meridionale, cosi lontano dal resto dell’Italia.

E invece l’Italia è davvero un paese unito, nel bene e nel male. E i gattopardi, negli ultimi anni, sono venuti dal profondo Nord. Di nuovo, rispetto ai loro predecessori siciliani, avevano in fondo solo una cosa: non sapevano parlare.

3 thoughts on “Su per il tuo, Umberto

  1. Gallit

    Caro Fredo,

    sai quanta rabbia in questi anni, quante volte avrei voluto prendere a calci i loro banchetti e i loro culi verdi e cacciarli dalla piazza di Sarzana.
    Io, geograficamente riconosciuto a nord, ma ligure, anzi, lunense, alle volte genericamente identificato con questi trogloditi ignoranti, nonostante da me non abbiamo mai sorpassato il 3%, ma era pure troppo. Eppure sembrava che fossero la voce del nord, la voce di un popolo, quello Padano (ma che cazzo di invenzione è questa poi…). La loro ignoranza arrivava a tal punto che quando scelsero il “Va Pensiero” come loro inno, io incredulo, mi dicevo che neache Verdi e nemmeno la storia del Nabucco conoscevano. Ignoranti. Bestie. I loro volti, mostrificate caricature leonardesche, mi sembravano personaggi dei peggiori incubi. Ma purtroppo non è che l’Italia è uguale dal nord al sud, è la mancanza di senso civico che è uguale ovunque nel mondo e nella storia, dovunque si presenta. Questo è ed è sempre stata la Lega per me. Mancanza di senso civico che si fà portatrice di un’idea, tutta loro, di civiltà. Niente di più paradossale e purtroppo paradigmatico della nostra patria. Cultura mafiosa e omertosa. Questa è la loro “militanza” tanto abusata.
    Come sempre, mi pento ora, e mi sento colpevole. Quei calci in culo, se tanta gente come, li avessi dati, mi sentirei più leggero e meno compartecipe di questa vergogna, non italiana, ma ascritta solamente al nord Italia. Questa volta non c’entra il sud. E’ cosa nostra, di noi settentrionali, e ci dobbiamo tutti vergognare.
    Un abbraccio e buona pasqua!
    gallit.

  2. alfredo

    Caro Gallit,
    hai ragione, non è l’Italia ad essere uguale da nord a sud, ci sono ovviamente tante differenze. Fa senso però vedere come dappertutto malcostume e corruzione funzionino alla stessa maniera, e fa rabbia pensare che la Lega per tanti anni abbia usato ipocritamente certi argomenti per attaccare una parte del paese, per poi cadere negli stessi vizi.
    Insomma, so che stiamo parlando di ignoranti: ma noi meridionali, almeno alcuni di noi, si portano appresso una specie di senso di colpa innato, perché da sempre ci viene detto e mostrato quanti errori vengono commessi al Sud.
    Bisogna tenere a mente che(e l’esempio della Lega è lampante) quando qualcuno, a livello politico, fa leva sulle generalizzazioni basate su geografia e stereotipi, lo fa solo per il proprio interesse meschino: le Lega come il Movimento per l’autonomia di Lombardo, in questo senso, sono due facce della stessa medaglia.

  3. Sor Vichi

    Miei cari interlocutori assai meno virtuali di tanti altri “reali”,
    sarà una esigua, fragile soddisfazione, ma leggere su stampa estera – benché in traduzione – l’attributo “xenofobo” anteposto puntualmente ed instancabilmente a quell’indefinibile entità partitica nonché, ahimé, politica quanto il Male sa esserlo, puntuale, mi dà sempre, se non speranza, una sorta di riscatto interiore.

    Un abbraccio ad entrambi,
    Sor

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