Vinales – Trinidad

L’autopista, cioè l’autostrada, comincia quasi all’improvviso, senza casello o segnaletica. Stiamo andando a nord, a Vinales, dove si trova una enorme valle coltivata a tabacco e circondata da montagne che fanno parte di un grosso parco naturale.

Si capiscono delle cose, a viaggiare sull’autopista. La prima, che le macchine a Cuba sono davvero poche. Siamo praticamente soli per lunghi tratti di strada, se si escludono le mucche, i cavalli e i rispettivi padroni che attraversano da una carreggiata all’altra senza farsi problemi. Le poche macchine moderne in giro sono quelle noleggiate dai turisti. La segnaletica è inesistente, ma in compenso abbondano i poster di propaganda che inneggiano alla rivoluzione, al Che, a Fidel. L’autopista, come ci spiega la Lonely Planet, faceva parte di un progetto faraonico che avrebbe dovuto unire la città di Pinar del Rio, a nord, a Santiago, sud, passando per L’Havana. Il progetto era faraonico, come si intuisce dai tratti a quattro corsie, ed era finanziato dall’URSS. L’autopista si interrompe nel mezzo del paese: era il 1991 quando, all’improvviso, i soldi finirono, insieme all’Unione Sovietica.

Autopista, Cuba
Autopista, Cuba

Vinales è piccola, ma la nostra casa particular è molto accogliente. La vecchina che ci vive con i figli prepara una cena indimenticabile, con pollo, patate e probabilmente i migliori fagioli neri di tutto il viaggio (a Cuba si mangiano sempre riso e fagioli neri, con quasi tutti i piatti).

L’indomani andiamo a esplorare il parco nazionale, a cavallo. Con noi c’è una guida che ci spiega che i cavalli non hanno praticamente bisogno di istruzioni: ogni cavallo è, infatti, “semi-automatico” secondo lui. In pratica, conoscono così bene il percorso che anche dei turisti europei che il cavallo lo vedono solitamente in foto non hanno da preoccuparsi. Ed è davvero così, fatta eccezione per Jean-Yves, che monta su Caramelo, cavallo che si diverte a fare le bizze e piantare qualche morso sul collo dei suoi colleghi. La gita è bella, e alla fine passiamo a trovare un campesino che produce sigari. Come tutti gli agricoltori a Cuba, vende tutto ciò che produce direttamente allo Stato, ma ha diritto a conservare una piccola parte di tabacco; ci fa vedere come si prepara un sigaro, come lo si  chiude con un pò di miele, e ci offre un caffè. Ce ne andiamo con svariati pacchi di sigari fatti a mano e qualche bottiglietta ripiena di caffè.

Horse, Vinale
Horse, Vinales

Lasciamo Trinidad il giorno dopo, per tornare a L’Havana, dove troveremo finalmente i nostri bagagli. Facciamo un giro in città la sera e andiamo a dormire. Il giorno dopo, infatti, si parte con destinazione Trinidad.

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