Freduzzu

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Fra la Sicilia e l’Irlanda, passando per Roma

May
9

Grazie alla segnalazione di Lella , mi accorgo, con ritardo, che oggi sono trent’anni esatti che Peppino Impastato e’ stato ucciso a Cinisi.

Quasi impossibile, pero’, trovarne notizia sui giornali italiani. La Repubblica e il Corriere non ne parlano, figuriamoci i giornali siciliani tipo La Sicilia.

Peppino Impastato ha lottato per il presente dei siciliani e degli italiani in generale.

Ma la memoria istituzionale del paese, come si vede, e’ breve e codarda.

May
7

Un bel pò di roba, in queste due ultime settimane.

Innanzitutto, 4 (oh, dico 4!) miracolosi giorni di sole caldo e zero nuvole qui a Dublino. Penserete che è primavera e dunque non si tratta di nulla di incredibile. Ma nel paese della Guinness, il sole è una rarità nascosta, che si rivela dopo intensi inverni di preghiere. Per celebrare l’arrivo del sole, abbiamo organizzato un mega partitone di calcetto sul prato libero di Ringsend Park, non lontanto dall’ufficio. Pulvirenti offre una buona prova ma sbaglia troppo sotto porta: in rodaggio.

Poi, il concerto di uno dei migliori batteristi al mondo: ladies and gentlemens, mr. Tony Allen , in uno spettacolo dal nome Brasilintime: fra gli ospiti, Madilib, Dj Nuts e altri. Accompagnatore al concerto, oltre a una ciurma di amici/colleghi, il prode Angelo Fichera, compagno di ventura dai tempi di Scarti (per chi non lo sapesse, Scarti è un cortometraggio, o meglio una serie di 4 cortometraggi, che diedero il via al “fenomeno” Scarti poi divenuto associazione - ma è una storia lunga).

Sabato scorso, visita alla ridente località di Glendalough. Per raggiungere la località, Pulvirenti e Fichera noleggiano una Golf Wolkswagen al modico prezzo di 21 euro per una giornata. Pulvirenti non teme la guida al contrario e si lancia. A fine giornata, la macchina è intera e i nostri contenti della gita.

Fichera è in grande spolvero e sfoggia un numero di altissima classe: nero di seppia fresco, fatto da papà Nino, congelato e pronto per l’uso a Dublino. Così sabato sera si consuma un avvenimento stupefacente: in quel di Castleknock, quartiere residenziale in periferia di Dublino, in una villetta a due piani con giardino pieno stile anglosassone, due acesi in pigiama cucinano e mangiano con grande gusto e ingordigia (mezzo kg in due) spaghetti al nero di seppia. A chiudere, limoncello siciliano di Don Santino; i più esperti sanno già di quale delizia sto parlando.

In tutto ciò, sto pure lavorando. E ascoltando un pò di musica. Così, visto che da poco ho cominciato ad ascoltare questo ragazzuolo che si chiama Bon Iver, (di cui aspetto il concerto a Dublino, a breve) vi metto qualche traccia in streaming alla fine del post.

Apr
21

Sono contento. Oggi per caso sono venuto a sapere della pubblicazione del nuovo album di Cesare Basile, “Storia di Caino”. Per Basile, cantautore catanese con tante esperienze all’estero, ho quella che definirei un’ammirazione priva di oggettività. Cioè, mi piace tutto, a parte forse qualcosa degli inizi.

Ora ascolto e riascolto sul suo myspace e su last.fm i brani del nuovo album, che aspetto di comprare in versione cd, originale. In particolare, mi piacciono “All’uncino di un sogno” e “La storia di Caino”. Per me è un gran cantautore, uno dei pochi che, visto dal vivo, mi ha lasciato sconvolto e contento.

Apr
15

Oscurantismo: “Per oscurantismo si intende una sistematica pregiudiziale opposizione al progresso, attraverso la messa in discussione di teorie ed idee innovative e la limitazione della diffusione della conoscenza oltre certi limiti.
Si tratta di un movimento nato in antitesi con l’Illuminismo, all’incirca nel XIX secolo, caratterizzato dall’atteggiamento culturale proprio di chi si schiera contro una visione dinamica della cultura.”

Fonte: www.wikipedia.org

Buonanotte, Italia

Apr
9

Mentre tornavo a casa dal mare di S. Maria la Scala mi è arrivato un messaggio.

Recita ” Oggi ore 18:30 Nicola D’Agostino vi invita alla chiusura della campagna elettorale presso il ristorante “la focaccia” via Marchesana 36 Aci S.Antonio. Non mancare!”.

Fresco di mare e granita, non me la sono sentita di fare il cafone e non rispondere. Così gli ho mandato un messaggio anche io: “Dite a Nicola che l’Mpa mi fa venire l’indigestione.”

Buona cena.

Apr
6

Il blog di Freduzzu è in fase di ristrutturazione, quindi i contenuti potrebbero essere non disponibili per qualche giorno.

Fredo

Apr
4

La cosa più usuale a questo mondo, in questi tempi in cui tentenniamo alla cieca, è di scontrarci, svoltando l’angolo più vicino, con uomini e donne nella maturità dell’esistenza e della prosperità, i quali, essendo stati ai diciott’anni, non solo le ridenti primavere dello stile, ma anche, e forse soprattutto, esuberanti rivoluzionari decisi a rovesciare il sistema dei padri e metterci al suo posto il paradiso, beh, della fraternità, si ritrovano ora, con una fermezza per lo meno uguale, impoltroniti in convinzioni e prassi che, dopo esser passate, per riscaldare e rendere più flessibili i muscoli, per una delle tante versioni del conservatorismo moderato, hanno finito per sfociare nel più sfrenato e reazionario egoismo. In parole non tanto cerimoniose, questi uomini e queste donne, davanti allo specchio della propria vita, sputano tutti i giorni sulla faccia di quel che sono stati lo scaracchio di ciò che sono.

José Saramago - “Saggio sulla lucidità”

Mar
30

Efterklang - ParadesUna delle cose belle di Dublino è la varietà dell’offerta di musica dal vivo. Ogni sera decine di locali offrono concerti di ogni tipo, e mi capita abbastaza spesso di andare a sentire suonare un gruppo che fino a poche ore prima non avevo neanche sentito nominare.

Così ieri sera sono andato con degli amici a sentire, a scatola chiusa, gli Efterklang, gruppo danese, alla Button Factory. Ci sono voluti 30 secondi, ed ero già preso dalla musica suonata da questa mini orchestra di otto elementi che usa computer, piano elettrico, tromba,flauto, violino, chitarra, basso, batteria, sintetizzatori, campanacci e percussioni. Uno spettacolo impressionante.

Gli Efterklang si presentano in scena con camicia bianca e pantaloni marroni, ricordando vagamente i Kraftwerk. Hanno le facce pulite, da bravi ragazzi. E suonano benissimo. Nel giro di poco costruiscono trame complesse, ricche, che suonano spesso drammatiche. Ma dal vivo, a differenza degli album che ascolto in questo momento (Under Giant Trees), sanno essere vivaci, ironici. Ricordano a volte i Mum, ma suonano tanto in analogico, con una precisione da orchestra.

Ho letto da qualche parte che definiscono la loro musica post-rock cinematografico. Non so se sono d’accordo. Probabilmente non me ne frega niente. Mi interessa solo che ieri ho ascoltato qualcosa di veramente bello, e molto, molto originale.

Mar
28

Eels, Mark Everett

Che Mark Oliver Everett avesse molto da raccontare lo avevo intuito ascoltando i suoi dischi. Sempre un pò ironici, ma con testi cupi e a volte deprimenti. Ma vederlo dal vivo mi ha fatto capire un pò meglio il ragazzone che si è inventato gli Eels, uno dei capisaldi del rock lo-fi degli dell’ultimo decennio.

Prima del concerto, al pubblico viene mostrato un documentario, che Everett ha realizzato con la BBC, e che parla del padre di Mark. Hugh Everett III fu un brillante studioso e scienziato, che ipotizzò la teoria dei mondi paralleli. La sua teoria, per quanto brillante, non fu accettata perchè in contrasto con le teorie del premio nobel Niels Bohr. Everett morì ancora giovane, lasciando la moglie, Mark e sua sorella. Mark parte dalla storia di suo padre per scoprire le sue radici, per capire come, e forse perchè, abbia cominciato a fare musica.

Poi, gli Eels salgono sul palco (Mark e il suo fedele The Chat - spero si scriva così). I pezzi più belli li suona al piano: emotivi e piuttosto scarni. Meno bene gli va forse alla chitarra, quando l’istinto low lo spinge ad essere sin troppo dimesso, almeno per i mie gusti, lasciando un pò troppo spazio alla propria personalità piuttosto che alla musica. Ma gli Eels ci sono, sono sinceri, e il concerto scivola via bene, senza intoppi.

Mark fa poi leggere al suo accompagnatore alcuni brani del suo romanzo. Anche questi funzionano bene. Quando alla fine si alza per lanciare un mazzo di fiori al pubblico e ricevere un lungo applauso, tutti gli chiedono il bis a gran voce. In particolare, il tipo seduto davanti a me sembra non volerne sapere di vederlo andare via, e sembra davvero un muflone quando si sgola a gran voce urlando: “MOOOOORE”. Ma non sono sicuro fosse lui ad urlare, credo avessero davvero nascosto il muflone da qualche parte durante il concerto. Mark torna, regala altri due pezzi ed esce. Per un pò se ne starà lontano dai palchi, dopo questo tour, per scrivere. A presto, Eels.

Mar
26

Ci scusiamo per la temporanea sospensione delle trasmissioni, dovuta ad un pò di stanchezza accumulata.

Torneremo a breve con il resoconto del concerto degli Eels altre belle storie.

Fredo

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