Freduzzu

Fra la Sicilia e l’Irlanda, passando per Roma

Archive for the ‘Irlanda’ Category

May
7

Un bel pò di roba, in queste due ultime settimane.

Innanzitutto, 4 (oh, dico 4!) miracolosi giorni di sole caldo e zero nuvole qui a Dublino. Penserete che è primavera e dunque non si tratta di nulla di incredibile. Ma nel paese della Guinness, il sole è una rarità nascosta, che si rivela dopo intensi inverni di preghiere. Per celebrare l’arrivo del sole, abbiamo organizzato un mega partitone di calcetto sul prato libero di Ringsend Park, non lontanto dall’ufficio. Pulvirenti offre una buona prova ma sbaglia troppo sotto porta: in rodaggio.

Poi, il concerto di uno dei migliori batteristi al mondo: ladies and gentlemens, mr. Tony Allen , in uno spettacolo dal nome Brasilintime: fra gli ospiti, Madilib, Dj Nuts e altri. Accompagnatore al concerto, oltre a una ciurma di amici/colleghi, il prode Angelo Fichera, compagno di ventura dai tempi di Scarti (per chi non lo sapesse, Scarti è un cortometraggio, o meglio una serie di 4 cortometraggi, che diedero il via al “fenomeno” Scarti poi divenuto associazione - ma è una storia lunga).

Sabato scorso, visita alla ridente località di Glendalough. Per raggiungere la località, Pulvirenti e Fichera noleggiano una Golf Wolkswagen al modico prezzo di 21 euro per una giornata. Pulvirenti non teme la guida al contrario e si lancia. A fine giornata, la macchina è intera e i nostri contenti della gita.

Fichera è in grande spolvero e sfoggia un numero di altissima classe: nero di seppia fresco, fatto da papà Nino, congelato e pronto per l’uso a Dublino. Così sabato sera si consuma un avvenimento stupefacente: in quel di Castleknock, quartiere residenziale in periferia di Dublino, in una villetta a due piani con giardino pieno stile anglosassone, due acesi in pigiama cucinano e mangiano con grande gusto e ingordigia (mezzo kg in due) spaghetti al nero di seppia. A chiudere, limoncello siciliano di Don Santino; i più esperti sanno già di quale delizia sto parlando.

In tutto ciò, sto pure lavorando. E ascoltando un pò di musica. Così, visto che da poco ho cominciato ad ascoltare questo ragazzuolo che si chiama Bon Iver, (di cui aspetto il concerto a Dublino, a breve) vi metto qualche traccia in streaming alla fine del post.

Mar
28

Eels, Mark Everett

Che Mark Oliver Everett avesse molto da raccontare lo avevo intuito ascoltando i suoi dischi. Sempre un pò ironici, ma con testi cupi e a volte deprimenti. Ma vederlo dal vivo mi ha fatto capire un pò meglio il ragazzone che si è inventato gli Eels, uno dei capisaldi del rock lo-fi degli dell’ultimo decennio.

Prima del concerto, al pubblico viene mostrato un documentario, che Everett ha realizzato con la BBC, e che parla del padre di Mark. Hugh Everett III fu un brillante studioso e scienziato, che ipotizzò la teoria dei mondi paralleli. La sua teoria, per quanto brillante, non fu accettata perchè in contrasto con le teorie del premio nobel Niels Bohr. Everett morì ancora giovane, lasciando la moglie, Mark e sua sorella. Mark parte dalla storia di suo padre per scoprire le sue radici, per capire come, e forse perchè, abbia cominciato a fare musica.

Poi, gli Eels salgono sul palco (Mark e il suo fedele The Chat - spero si scriva così). I pezzi più belli li suona al piano: emotivi e piuttosto scarni. Meno bene gli va forse alla chitarra, quando l’istinto low lo spinge ad essere sin troppo dimesso, almeno per i mie gusti, lasciando un pò troppo spazio alla propria personalità piuttosto che alla musica. Ma gli Eels ci sono, sono sinceri, e il concerto scivola via bene, senza intoppi.

Mark fa poi leggere al suo accompagnatore alcuni brani del suo romanzo. Anche questi funzionano bene. Quando alla fine si alza per lanciare un mazzo di fiori al pubblico e ricevere un lungo applauso, tutti gli chiedono il bis a gran voce. In particolare, il tipo seduto davanti a me sembra non volerne sapere di vederlo andare via, e sembra davvero un muflone quando si sgola a gran voce urlando: “MOOOOORE”. Ma non sono sicuro fosse lui ad urlare, credo avessero davvero nascosto il muflone da qualche parte durante il concerto. Mark torna, regala altri due pezzi ed esce. Per un pò se ne starà lontano dai palchi, dopo questo tour, per scrivere. A presto, Eels.

Feb
7

Ascolto stregato il primo album (del 2002) di Paul Curreri, che ho comprato ieri direttamente dalle mani del musicista dopo averlo visto suonare al Crawdaddy di Dublino, locale piccolo e raccolto. Una chitarra melodica e morbida, voce da cantautore vero. From Virginia, USA.

Jan
26

E’ sorprendente vedere come gli stereotipi costituiscano un collante, un tratto comune a popoli completamente diversi.

E’sorprendente, e può essere anche irritante. Così, nel giro di due giorni, due persone diverse (un norvegese e un ceco), venuti a conoscenza del fatto che sono siciliano durante le normali conversazioni “where are you from” e “what you do here”, mi hanno subito chiesto se fossi mafioso. Lo hanno fatto sorridendo, con la leggerezza di chi pensa alla mafia grazie a “Il Padrino” (nel migliore dei casi) , o a “Sopranos”, “Mafia” (il gioco per playstation).

Da quando sono a Dublino, mi sarà capitato una ventina di volte. La maggior parte della gente non lo chiede, è vero. Ed è vero anche che molti chiedono subito “Come è il tempo? Avete un mare bellissimo vero?”. Domande più piacevoli, ma alla fine anche noiose.

Ma quasi quasi faccio una cosa. La prossima volta che mi chiedono se sono un mafioso faccio uno sguardo torvo e rispondo “Si. E ora ‘otinni prima ca mi sbrogghiunu i nervi”.

Jan
15

1. Pulvirenti, promosso parte dello staff permanente di Google Ireland

2. Gli Okkervill River, il cui ultimo album “The Stage Names” sto ascoltando in questi giorni: stupendo. Cantautorato aumericano folk rock con suggestioni diversissime, ma suonato da un gruppo.

3. I Gravenhurst: un ottimo, e finalmente originale, tipo di post rock.

4. Edinburgo, con il suo aspetto gotico ed elegante, incastonata fra monti innevati e colline verdissime, piena di fascino e locali interessanti. Ci tornerò presto.

Jan
10

Volare Ryanair mi permette di girare l’Europa, spostandomi spesso e normalmente (quasi sempre) a prezzi contenuti. Ma significa anche vivere situazioni spiazzanti, fra l’esilarante e il grottesco. A volte, se non fosse che si tratta di una compagnia aerea (e che quindi dovrebbe ostentare serietà), ci sarebbe da fargli i complimenti per le genialate che riescono a tirare fuori.

Questa l’ho vista comparire oggi, solo sul sito irlandese (potete accedervi selezionando irlanda dal menù a tendina della home page), ed è veramente imbattibile. L’immagine animata che vedete qui sotto ritrae infatti un uomo intento a bere una tazzina di caffè con accanto la scritta “Per le persone che vogliono evitare le tasse”, con poi i dettagli di un’offerta che prevede la vendita di biglietti totalmente gratuiti, privi appunto anche delle tasse. Solo che il signore dall’aria affabile, inconsapevole (ancora per poco, c’è da scommettere, vista che l’immagine è comparsa solo stasera sul sito) del proprio ruolo pubblicitario, non è un signor nessuno in Irlanda; trattasi infatti di Bertie Ahern, primo ministro irlandese, sotto processo per evasione fiscale e tangenti. Il signor Ahern qui a Dublino non è considerato uno stinco di santo, anzi, da come lo descrivono sarebbe perfino peggio della media dei politici italiani. Qualcuno mormora che possieda un’isola tutta sua, mentre si è saputo da poco che si tratta del politico più pagato d’Europa, e forse del mondo. Vediamo cosa il signor Ahern penserà della trovata dei simpaticoni low cost.

Ryanair - Ahern

 

Altre piccole perle Ryanair di cui ho potuto fare esperienza ultimamente:

- un tristissimo calendario delle hostess Ryanair, vestite di costumi comprati alla fiera con 3 euro, grasse o racchie, che la compagnia cercava di sbolognare ai passeggeri nel periodo di Natale. Ne devono avere venduti 3 o 4.

- una voce registrata dal tono esaltato che ti fa venire un attacco di cuore nel bel mezzo del viaggio e che urla :”E’ la tua chanche per diventare milionario: compra il gratta e vinci Ryanair! Aiuterai anche i bambini che soffrono di fame!”.

- una musichetta trionfante che parte appena l’aereo, atterrato, comincia a frenare sulla pista; parlato “Ryanair! Un altro volo perfettamente in volo!”

A parte queste e altre cosucce del genere, i voli funzionano. Sta tutto nel pigliarla con filosofia, molta filosofia.

Dec
18

 

Giant's Causeways, Nord Irlanda

Quando abbiamo passato il confine era già buio, e quindi non mi sono quasi reso conto di essere arrivato in Nord Irlanda. Fa strano però pensare che un’isola abbia dentro una seconda nazione, con lo stesso nome ma quell’aggettivo, nord, a significare che quel posto è, almeno in parte, diverso dal resto.

I segnali non sono immediati. Al confine non c’è nessun controllo, e se non fosse per le targhe gialle (britanniche) e il pedaggio dell’autostrada in pound, non ci si accorgerebbe di averlo passato.

 

Verso le 23 arriviamo a Ballintoy, paesino di una ventina di case, una chiesa, un ostello ed un pub, in mezzo alla più verde delle campagne irlandesi. Quando mi alzo al mattino, mi rendo conto di avere davanti prati verdissimi, poche pecore, e uno strapiombo sul mare con un’isola-scoglio davanti. Da Ballintoy ci spostiamo poi a Ballycastle, più grande (i pub infatti saranno almeno una decina) e proseguiamo per Morlough Bay. La spiaggia è stupenda, rocciosa. In serata passiamo da Bushmills, piccolissima e famosa per il whiskey più buono d’Irlanda (Jameson? Puah….), ed è qui che vedo per la prima volta il piccolo ufficio della polizia locale completamente blindato, circondato da telecamere, con il filo spinato in cima alle reti di protezione; anche gli altri dei paesi vicini sono ancora cosi, resti di un passato di violenze nascoste a covare dietro le porte delle case grigie, sotto il cielo plumbeo.

 

A Ballycastle ci aspetta un pub pieno di gente che si accorge della nostra presenza diversa da quella dei soliti avventori. Al momento di andarcene, tutti ci augureranno buon viaggio. Paul, un omone dai capelli lunghi grigi e la faccia da Beatles, mi darà pure un abbraccio più che fraterno (era ubriaco pesante), raccomandandomi di fare sempre attenzione per strada.

 

Poi, le Giant’s Causeway; quest’ammasso di scogli esagonali e quadrati, che sembrano scolpiti da mano umana e che si protraggono nel mare; la leggenda vuole che li abbia gettati in mare un gigante che doveva attraversare il mare fra l’Irlnda e la Scozia per trovare l’amore. Ma si deve essere arreso presto.

 

Quando torniamo a Ballycastle, tutti abbiamo bisogno di prelevare dei pound ad un bancomat. E ci accorgiamo che in Irlanda del Nord tutte le banconote sono diverse perchè ogni banca emette le proprie: 5, 10 pound, possono avere colori e disegni diversi, a seconda che siano emessi dalla Bank of Ireland, dalla Bank of England, o da altre.

 

L’Irlanda del Nord è sempre Irlanda. Ma si respira un passato di frammenti.

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Dec
14

L’altro giorno, nel mezzo di una riunione, qualcuno ha tirato fuori “Catania”, descrivendola come un “piccolo centro della Sicilia”. L’ambiente era informale e io, preso da un improvviso senso di orgoglio, mi sono alzato per precisare “…di medie dimensioni, non piccolo”. Risate, l’ambiente era proprio rilassato.

Poi ci ho pensato dopo. Si diventa più orgogliosi a stare lontani dalla propria terra, che è sempre la più bella del mondo, in fondo.

Dec
4

Interpl

Per arrivare all’RDS, cioè il centro fieristico di Dublino che si trova a Ballsbridge, nel sud, prendo la DART intorno alle 7. I concerti in Irlanda cominciano solitamente presto. Visto che non so di preciso come arrivare, decido di seguire l’orda di gente sul trenino e mi avvio verso Merrion Road. Arrivato ad un incrocio, tiro dritto. A un certo punto comincio a notare che tutte le persone intorno a me sono ragazze irlandesi, età fra i 15 e i 25 anni: badate, non è una situazione così fortunata, se considerate che le irlandesi, o molte di loro, amano vestirsi da confetto, cioè vestitini corti e scintillanti, super alla moda (trash), e spesso sono un pò in carne, per non dire cicciotte. Molte di queste stilose indossano anche delle orecchie di peluche con luci rosa o un cappellino da cowboy con peluche rosa pure questo. Comincio a pensare che sia strano che queste vadano a vedere gli Interpol…va bene che paese che vai abitudini musicali che trovi, ma davvero stento a crederlo. Sempre più incredulo mi avvio verso l’ingresso, e giusto per scrupolo chiedo al controllore: “Ma qui suonano gli Interpol?”, “No, qui suona Rihanna, gli Interpol suonano nel padiglione centrale”. Sollevato, mi dirigo verso il mio concerto.

Gli Interpol arrivano sul palco intorno alle 9.30, con una grande immagine tratta dalla copertina dell’ultimo “Our love to admire” che troneggia alle loro spalle. Attaccano con “Pioneer to the Falls”, e i primo 30 minuti passano con molti dei brani più famosi, fra cui “Evil” e “Slow hands”. Ma c’è qualcosa che manca sul palco: il gruppo suona e scalda il pubblico, ma sembra venire meno la perfezione geometrica che rende “Antics” e “Turn on the bright lights” due album imperdibili. In particolare, sembra che ogni tanto ritmica e chitarre non vadano esattamente alla stessa velocità. Le cose migliorano decisamente quando il gruppo attacca “No I in threesome”, forse il brano migliore dell’ultimo album. E poi “PDA”, “Stella was a driver” e molti altri pezzi famosi. Il pubblico risponde bene, ma a me resta qualche perplessità. Confermata, o meglio aggravata, dal fatto che gli Interpol, dopo appena un’ora di concerto salutano ed escono. Tornano poi sul palco per suonare altri tre brani (fra cui la buona “NYC”). Un concerto con alti e bassi, ma in definitiva troppo corto. Poco per un gruppo di questo calibro, e soprattutto per il prezzo del biglietto.

Nov
18

Eccomi qui, con il mio nome nuovo di zecca. Davvero, mi chiamo così. Almeno, da ieri, secondo la Eircom, compagnia telefonica irlandese cui ho chiesto l’attivazione di un account a mio nome per la casa in cui mi sono appena trasferito. Eircom mi ha spedito una lettera per firmare il contratto. Ed era indirizzata a Mr. Alsrebo Bulbifbmbi, non scherzo. Cioè a me.

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