Posts categorized “Musica”.

Erland and the Carnival

Erland and the Carnival sono un gruppo folk – rock nato per iniziativa di musicisti molto diversi fra loro: Simon Tong (ex blur), David Nock, (The Cult). Hanno pubblicato il primo album a inizio febbraio. Ascolto da giorni i loro pezzi gia’ disponibili on-line, e sono convinto si tratti di una delle novita’ musicali piu’ interessanti dell’anno. Il gruppo ri-arrangia pezzi della tradizione folk britannica come “Love is a killing thing”  o “Was you ever see” in maniera originale, con un lavoro raffinato di sintetizzatori, organi, e naturalmente chitarra, basso e batteria.  Nella loro musica si notano riferimenti al suono dei Blur, ma il risultato e’ davvero unico. Li trovate su myspace.com, mentre questo e’ il loro sito ufficiale http://www.erlandandthecarnival.com/ (ancora praticamente vuoto).

Ascoltate Love is a killing thing. Roba seria.

Rodrigo Y Gabriela, live at The Academy

Ieri siamo andati a vedere Rodrigo Y Gabriela , due chitarristi messicani, in concerto al The Academy; per loro era il quarto spettacolo a Dublino nel giro di pochi mesi, dato che i biglietti vanno a ruba.

Non li conoscevo granchè, sono due fenomeni capaci di riarrangiare pezzi diversissimi, da Piazzolla ai Pink Floyd; il risultato è un pò barocco, ma di grande qualità.

p.s. il video è preso da un concerto ad Amsterdam.

Massive Attack in Italia

Sono sicuro che lo avrete gia’ visto su blog vari o facebook, ma vale la pena di postarlo ugualmente. Grandissimi.

Massive Attack – live at Olympia 07/10

Non ascoltavo i Massive Attack da tempo ed ignoro buona parte della loro produzione degli ultimi anni; di conseguenza ero un po’ scettico prima di andare al concerto. Mi sbagliavo.

I Massive Attack portano in giro uno spettacolo molto potente, con 10 elementi che si alternano sul palco, una strumentazione ricchissima, ed effetti video coivolgenti. I primi brani del concerto sono estratti dagli album piu’ recenti, ma la band non disdegna i vecchi classici, a partire da Teardrop (forse il meno riuscito di tutto il concerto). Quando pero’ i padri del trip-hop elettronico europeo passano a Dissolved Girl e Inertia Creeps il concerto si trasforma: roba serissima, musicisti fomentati e un muro di suono impressionante.

Cosi il concerto propone quasi tutto il repertorio dei primi anni, con brani di Protection, Blue Lines e Mezzazine. Saranno anche passati dieci e forse piu’ anni dall’epoca d’oro del genere, ma i Massive Attack sono ancora dei re.

Fricchettoni malefici!

Rubo la splendida definizione data di loro dal mio compare Enri, che poi è anche il mio pusher di nuova musica preferita (me li ha suggeriti lui), per parlare di Edward Sharpe and the Magnetic Zeros. Trattasi di un collettivo musicale che suona rigorasamente strumenti analogici, e che tira fuori un miscuglio spettacolare di folk, rock, psichedelia, reggae, e ottimi esperimenti vocali.

Il nome  fa sorridere, tanto mi sembra strampalato.
Ma il primo album, “Up from below”, regala non poche soddisfazioni, per complessità, suoni solari, caldi, e anche una discreta voglia di mettersi a saltare. Da notare che nel primo video che posto suonano nello studio di D. Letterman, garanzia di qualità.

Grazie ancora a Enri per la segnalazione.

In quanto polizziotta

Curriculum impressionante e musica da ascoltare più e più volte.  Joan as police woman.

Calexico Capossela

Suoneranno assiema a Roma a inizio luglio, chi può ci vada. Ed ecco una perla: Vinicio e Calexico registrano “La faccia della terra”

La metro Simonis e Vinicio a Bruxelles

A Bruxelles la metro aveva tre linee. 1,2 e 5, mi sembra di avere capito. Fino a quando non c’è stato bisogno di farne una quarta, la numero 6 (la 3 e la 4 si son perse per strada). Ma fare una linea tutta nuova, che spreco sarebbe stato. E allora in Belgio decidono così: la 2 ora si chiamerà 6, e la nuova linea sarà la 2, cioè la 6 ma con meno fermate. Potrebbe sembrare un rompicapo, ma sarebbe stato troppo facile da risolvere. E allora ecco il colpo di genio. La nuova linea 2 farà lo stesso percorso di prima, ma con meno fermate, e i due capolinea si chiameranno entrambi Simonis. Hai capito bene utente medio: basta sonnecchiare sui vagoni, ora dovrai fare attenzione a quale treno prendi, e dovrai distinguere bene fra Simonis (Elisabeth) e Simonis (Leopold II).

Ero a passeggio con Lucrezia e ci eravamo fermarti per una birretta quando una sua amica ci dice che Domenica 10 Maggio a Bruxelles, proprio la città dei due Simonis, avrebbe suonato Vinicio Capossela. Il concerto sembrava sold out, ma siamo riusciti a beccare due biglietti.

Vinicio Capossela - Da Solo Tour live Bruxelles 10 maggio 09

Sorvoliamo con pietà sul gruppo di apertura, probabilmente imposto dal locale, formato da tre signorine di New York e chiamato Au Revoir Simone. Pietoso, pietoso.

Vinicio invece arriva in scena verso le 21, con il palcoscenico addobbato con i manifesti vintage del Da Solo tour. I primi brani sono proprio quelli dell’ultimo album, e il nostro si lancia in discorsi in lingua italiana, francese maccheronico, inglese. Vinicio è in gran serata, i pezzi vanno via veloci. Dopo quasi un’ora, pausa e mago Cristoph sul palco.

Poi la band torna e Vinicio suona Marajà, Bardamù, fino ad arrivare a Brucia Troia e Il Ballo di San Vito. Il pubblico è composto soprattutto da italiani, ma anche i diversi belgi o francesi presenti si divertono parecchio. Vinicio chiude dopo più di due ore di concerto con Con una Rosa e poi Il Gigante e il Mago.

Sarebbe difficile cercare di descrivere il concerto e il mondo di Capossela in poche parole. Quindi mi limito a dire che si tratta, probabilmente, del migliore cantautore italiano vivente. Alto, altissimo livello.

Arrivano i pirati

La condanna dei fondatori di The Pirate Bay mi ha colto di sorpresa. Non voglio discutere del fatto che sia giusto o meno condividere file, anche protetti da diritto d’autore, attraverso le reti P2P.

Il problema di fondo è che l’industria discografica sta fallendo. E non tanto perchè la gente scarica file multimediali da internet, ma principalmente per una propria inadeguatezza strutturale di fronte alle nuove tecnologie. A parte pochi casi famosi, come Last.fm o Deezer.com, non esistono soluzioni on-line capaci di generare profitti dalla diffusione di musica.  All’industria discografica sembrano mancare idee e agilità. Ma spendere centinaia di milioni di dollari per un processo che condanna i responsabili di Pirate Bay ad un risarcimento di tre milioni di euro (e un anno di carcere – tutto ancora in primo grado, quindi aspettiamoci l’appello), e che soprattutto contribuisce ad affossare l’immagine di un’industria in declino, a chi conviene?

Beware – Bonnie Prince Billy

Beware - Bonnie Prince Billy

Sarebbe lecito aspettarsi un passo falso o un disco sbagliato, da un artista che ne sforna uno dopo l’altro. E invece ogni volta che pubblica qualcosa di nuovo Bonnie Prince Billy riesce a farti pensare che di lui forse era vero ciò che diceva Johnny Cash; e che cioè Bonnie Prince Billy sarebbe diventato un classico.

“Beware” è il titolo dell’ultima opera del nostro. Un album che per certi versi non si discosta dal precedente “Lie down in the light”, per quanto riguarda l’aspetto folk tradizionalista, intessuto di scale maggiori, chitarre acustiche e cori (”Beware your only friend”, “You can’t hurt me now”).  Ma che approfondisce la ricercatezza degli arrangiamenti (violini, trombe, xilofono).

Ci sono poi alcuni pezzi dal suono più elettrico, con melodie che non rispettano i canoni della canzone folk, come “Afraid ain’t me”,  o brani semplicemente solari come “I am goodbye”.

Ma se c’è un capolavoro in questo album, e io credo ci sia, è “My life’s work”: la chitarra, il violino, la melodia crescente, il finale di tromba sono bellissimi. In particolare, il crescendo che comincia a 2′20″ è qualcosa per cui penso potrei commuovermi durante un concerto.  Viva il Principe.