Category Archives: No Veltroni

Non capisco

Ma perche’ Veltroni sta fissando appuntamenti con i leader del centrodestra per parlare di riforme? A che titolo? Per quanto ne so io lui e’ leader di un partito, ma non occupa nessuna posizione in seno al Governo. Semmai, non dovrebbe essere Prodi, o qualcuno dei suoi ministri, a farlo? Ma e’ giusto che un candidato alla guida del Governo vada a discutere la riforma delle elezioni? Non c’e’ una qualche forma di conflitto di interesse? Perche’ sembra tutto cosi’ normale, e a me al tempo stesso pare cosi’ strano?

Nonna papera

Domenica 14 ottobre 2007 Walter Veltroni verrà incoronato leader del Partito Democristia…, ops, Democratico.
Probabilmente molti pensano, anche in buona fede, che con lui le cose cambieranno. I precari troveranno un lavoro dignitoso, la meritrocrazia prenderà il sopravvento, la politica la finirà di parlare a vanvera, Mastella rassegnerà le dimissioni, l’Italia cambierà pagina.
Ma, soprattutto, finalmente, Nonna Papera diventerà astronauta.

Precisazioni sul post "No a Veltroni"

Mi rendo conto di avere dato luogo ad alcuni fraintendimenti in relazione al post “No a Veltroni”. In questo senso, cerco di precisare meglio il senso del post, rimandando ai commenti la risposta ai vari commenti.

Non era mia intenzione additare Zoneattive come responsabile della situazione generale degli stagisti a Roma. La gerarchia di persone strapagate non è certo composta dai ragazzi che da anni portano avanti con impegno il lavoro di Zoneattive.

Era mia intenzione, e tale rimane, fare riferimento ad una situazione generale, e parlarne per spiegare che la gerarchia che fa riferimento a Veltroni e che prende decisioni che stanno a monte dell’organizzazione delle attività culturali di Roma rappresenta un male per l’Italia.

In ogni caso, resta l’amarezza per una situazione, quella italiana e romana in particolare, che offre poche speranze di successo a chi decida di provare a farcela nel campo dell’imprenditoria culturale. E che comunque svilisce chi comincia a lavorare. E’ una cosa che mi fa star male, e trovo giusto parlarne.

No a Veltroni – Cultura

Comincio ad elencare i motivi per cui non voterei mai Walter Veltroni, nè alle “primarie” del Partito Democratico, nè alla Presidenza del consiglio. Sono sempre più convinto che la sua elezioni rappresenti, per l’Italia, un male nascosto da una patina di affabilità e simpatia.

Prima di cominciare un avviso: non sostengo nessun partito, nessuna fazione politica e nessun rappresentante di questi organismi. La mia convizione è che in Italia tutti gli schieramenti siano pesantemente coinvolti nel generale degrado del Paese.

Ma andiamo con ordine, partendo da quello che è uno dei cavalli di battaglia di Veltroni: la cultura.

Prima di trasferirmi in Irlanda, ho passato sette anni a Roma, in cui ho studiato Scienze della Comunicazione e conseguito un master in Marketing, Management e Comunicazione della Musica. Ho quindi cominciato ad occuparmi di organizzazione di concerti e management musicale (www.sporcoimpossibile.it) per poi lavorare all’organizzazione di Fotografia – Festival Internazionale di Roma.

FotoGrafia viene organizzato ogni anno da Zoneattive (per cui svolgevo lo stage) con i soldi del Comune di Roma. Il Comune stanzia, Zoneattive progetta e alla fine si adatta alle condizioni economiche e organizza il festival.
Ogni anno il Comune stanzia cifre ingenti. E le stanzia anche per la Festa del Cinema e altre iniziative.

Il Festival di Fotografia si vanta di essere fra i più importanti a livello europeo, e per qualità e varietà delle opere questo è vero. Quello che però dovrebbe scandalizzare, e che passa per normale, è che FotoGrafia conta sul lavoro di molti stagisti (quest’anno eravamo in 5) che percepiscono zero o qualcosa come 200 euro al mese di rimborso spese. Io ero uno di quelli gratis. E FotoGrafia e’ solo una goccia nel mare delle attivita’ culturali organizzate con i soldi del Comune di Roma e il sudore gratis degli stagisti. Cosa c’entra il Comune, e nella fattispecie Veltroni?

C’entra che il Festival viene organizzato da una gerarchia di persone totalmente sclerotizzata, iperpagata (uno per tutti, il direttore artistico del festival Marco Delogu)e che difende i propri interessi a discapito di ragazzi che fanno anche le 6 di mattina senza percepire neanche un rimborso.

C’entra che in Italia, e Roma si conferma capitale anche in questo, troppe persone giovani con la voglia di fare vengono costantemente prese per il culo; il loro impegno, la loro preparazione, sono sfruttati, e il mix con la penuria di opportunita’ e’ micidiale. Lo stagista sta male ma non vuole fare altro, non vuole cambiare, perche’ sa che fuori, senza raccomandazioni varie, non trovera’ un bel cazzo da fare.

E c’entra che a Roma, se non entri nel “giro delle conoscenze”, non riesci neanche a strappare uno stage gratis. Alla faccia dei buoni propositi, dei mega ospiti in giuria e dei concerti all’aperto. Una leggera forma di oppio per un popolo addormentato e avvilito, ecco cosa credo siano le attivita’ culturali promosse dal Comune di Roma. Cose bellissime, a viverle da turista. Meno lavorandoci o sapendo come funzionano.

Veltroni, da parte sua, arriva con calma alle conferenze stampa e comincia a parlare di Roma Capitale, dell’impegno per la cultura, e poi dei Rolling Stones (una delle poche cose di cui si appassiona davvero, insieme ai Beatles).

Tutto ciò facendo finta di non sapere che i ragazzi in piedi di fronte a lui, che portano in sala gli scatoloni delle cartoline e dei programmi, vengono sfruttati.

In generale, Roma resta una città arretrata, provinciale, dove i servizi non funzionano e molta gente guadagna stipendi da fame per essere maltrattata (alla fine non era il mio caso, quello dei maltrattamenti), sporca, in mano ad una mafietta di potenti che circonda il Sindaco (Bettini per tutti?). Nessuno può davvero riuscire a fare imprenditoria culturale contando solo sulle proprie forze a Roma. Bisogna avere amicizie, importanti. E tempo da spendere in strette di mano, sorrisi e pacche sulle spalle.

Gli stagisti a sera tornano a casa. Spesso speranzosi per il fatto di avere almeno qualcosa da fare durante la giornata. Quando Veltroni parla dei Beatles non lo ascoltano, o forse percepiscono le sue parole e poi le mettono nel dimenticatoio. Hanno troppa fame per pensare a queste solenni cazzate del Sindaco dal sorriso buono.

De Gregori mi ha molto colpito con le sue dichiarazioni su Veltroni. Ecco il link all’intervista a il Principe.